Covid, la variante Omicron si chiamerebbe così "per non offendere la Cina"

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Ogni nuova variante del coronavirus viene di solito rinominata con la lettera successiva dell'alfabeto greco, ma questa volta l’Oms ne ha saltate due. Secondo un giornalista del Telegraph, che cita fonti anonime dell’Organizzazione, si sarebbe evitata la Nu per non creare confusione con “new” e Xi per “evitare di stigmatizzare una regione”. Il riferimento, dicono alcuni, è al cognome traslitterato del presidente cinese Xi Jinping e la scelta sarebbe stata fatta per non offendere il Paese

Il timore di offendere la Cina avrebbe avuto un peso nella scelta del nome della variante B.1.1.529, isolata in Sudafrica. Dall'inizio della pandemia di Covid-19, infatti, ogni nuova variante del virus viene rinominata con la lettera successiva dell'alfabeto greco, ma questa volta l’Oms ha scelto il nome Omicron, saltando le due lettere precedenti. Secondo alcuni, tra i motivi ci sarebbe appunto la Cina: la lettera dell'alfabeto greco Xi, infatti, è identica al cognome traslitterato del presidente cinese Xi Jinping (COVID: AGGIORNAMENTI LIVE - SPECIALE).

La scelta del nome della variante Omicron

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La lettera dell’alfabeto greco che doveva essere usata per la variante scoperta in Sudafrica era all’inizio la Nu. Però, secondo il giornalista Paul Nuki del Telegraph che cita fonti anonime dell'Oms, l'organizzazione dell'Onu avrebbe deciso di saltare questa lettera perché nella pronuncia poteva essere confusa con la parola inglese “new”, nuovo. Si è quindi passati a esaminare la lettere successiva, che è la Xi. Ma "è stata saltata per evitare di stigmatizzare una regione", ha spiegato Nuki. Il giornalista non ha detto a quale regione si riferisse, ma in molti l’hanno identificata con la Cina, vista la coincidenza tra la lettera e il cognome del presidente. Si è passati così alla lettera seguente, Omicron.

Le polemiche

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Sul web diverse persone hanno criticato quella che hanno definito una forma di riguardo verso il regime cinese. Tra i primi a reagire polemicamente a questa decisione, il senatore americano repubblicano Ted Cruz: “Se l'Oms ha così paura del Partito comunista cinese, come possiamo pensare che li denunceranno la prossima volta che cercheranno di coprire una pandemia globale catastrofica?", ha twittato. Secondo alcuni, il presidente cinese avrebbe un'influenza significativa sul direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, un ex ministro etiope il cui Paese è stato uno dei principali destinatari degli investimenti cinesi.

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