Covid, Sileri: “Valutare lockdown per non vaccinati in zone arancioni”

Salute e Benessere

Il sottosegretario alla Salute ha specificato che si tratta di una strategia da tenere in considerazione in caso di peggioramento della situazione pandemica, ma inattuabile con i numeri attuali

Se la situazione pandemica dovesse peggiorare, il governo potrebbe essere costretto a introdurre delle nuove restrizioni. Pierpaolo Sileri, per esempio, ha ipotizzato la possibile introduzione di un lockdown per i non vaccinati nelle eventuali zone arancione. “Non è una strategia da mettere in atto con i numeri odierni, tuttavia potrebbe essere valutata in caso di passaggio in zona arancione”, ha chiarito il sottosegretario alla Salute. Al momento “c’è qualche area del Paese che rischia di finire in zona gialla, ma questa non prevede grosse restrizioni, quindi al momento non vi è motivo di fare restrizioni per i non vaccinati. Va tenuta sul tavolo, come tante opzioni, ma la situazione è sotto controllo”.

Toti: “Il 90% del Paese non può essere tenuto in scacco dal 10%”

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Sull’argomento è intervenuto anche Giovanni Toti, il presidente della Liguria. “In un momento in cui i contagi stanno crescendo, è importante avviare in tempi rapidi, entro 72 ore, un confronto con il Governo. In Conferenza delle Regioni ho chiesto che la divisione del Paese in zona gialla, arancione o rossa valga soltanto per i non vaccinati. Il 90% degli italiani non può essere tenuto in scacco da un 10% che non comprende l’importanza del vaccino. I vaccinati, invece, potranno continuare a organizzare la propria vita, il lavoro e la socialità”. 

Toti ha anche aggiunto che “in questo momento non è possibile mantenere un atteggiamento attendista, bisogna anzi dettare norme chiare per affrontare questa fase della pandemia, tutelando la salute dei cittadini e consentendo all’economia di continuare la sua fase di crescita dopo aver attraversato una grave crisi. Questo è il momento in cui si programmano le vacanze di Natale e tutta la macchina economica che vi gira intorno. Dobbiamo dare la certezza ai lavoratori di tutti questi settori che il Paese non richiuderà”. Nel corso del suo intervento alla Conferenza delle Regioni, il leader di Cambiamo! ha aggiunto che “i numeri ci dicono che il 90% delle terapie intensive sono occupate da non vaccinati. È quindi, in primis, una questione di protezione delle persone, oltre che della ripartenza dell’economia e di una pressione ospedaliera”.

 

Acquaroli: “Nuove misure inasprirebbero tensioni tra vaccinati e no vax”

Diversa l’opinione di Francesco Acquaroli, presidente della Regione Marche. Secondo lui, introdurre ulteriori restrizioni per i non vaccinati o un Green Pass rinforzato non sarebbe utile “perché anche se il contagio ha ripreso a correre siamo in una fase diversa dallo scorso anno” e anche perché “nonostante il primo e il secondo Green Pass, non stiamo assistendo a un aumento sconvolgente delle vaccinazioni”. Acquaruoli ha spiegato la sua posizione ai microfoni di Sky TG24 poco prima dell’incontro delle Regioni. Per il presidente delle Marche l’introduzione di nuove misure rischierebbe di creare “altre tensioni e divisioni tra chi è vaccinato e chi non lo è”.

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