Covid, Trieste: boom di casi e accessi in ospedale dopo cortei no Green pass

Salute e Benessere
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I reparti ospedalieri non intensivi dedicati ai positivi sono saturi. A lanciare l’allarme è Franco Cominotto, direttore della Struttura complessa Ps e Medicina d’Urgenza di Cattinara e Maggiore: "Gli accessi stanno aumentando ogni giorno". Secondo il prefetto Valerio Valenti "il rischio zona gialla è alle porte"

Boom di contagi Covid-19 a Trieste, che registra il focolaio più importante in Friuli Venezia Giulia. Preoccupa, in particolare, la situazione all’ospedale di Cattinara in continuo peggioramento a causa di un’impennata di casi dovuta soprattutto alle manifestazioni no Green pass nella città.
A lanciare l’allarme, come riporta un articolo del Corriere della sera, è il capo del Pronto soccorso Franco Cominotto, direttore della Struttura complessa Ps e Medicina d’Urgenza di Cattinara e Maggiore: "Ci sono 12 persone in Pronto soccorso con polmonite da Covid in attesa di posti letto, che al momento mancano". (COVID: LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA - VACCINO COVID: DATI E GRAFICI SULLE SOMMINISTRAZIONI IN ITALIA, REGIONE PER REGIONE)

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"Gli accessi di casi stanno aumentando ogni giorno. Questa mattina siamo a dieci percorsi Covid, quando la scorsa settimana eravamo a zero. Abbiamo i ricoveri fermi in Pronto soccorso perché non troviamo posto letto", ha aggiunto il direttore del Pronto soccorso. I reparti ospedalieri non intensivi dedicati ai pazienti positivi sono, infatti, saturi.
Il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia Riccardo Riccardi si è detto “molto preoccupato”.

Terapie intensive: 90% pazienti no vax e giovani

Intanto, per cercare di far fronte a questa prima emergenza di posti letto, l’Azienda sanitaria universitaria giuliano-isontina starebbe provvedendo a trasformare la struttura di Riabilitazione in una nuova ala degli Infettivi per avere 11 nuovi posti letto. Per quanto riguarda la situazione delle terapie intensive, al momento risultano ancora 12 i posti liberi con pazienti che sono per il 90% no vax e giovani. Secondo l’epidemiologo Fabio Barbone, che guida la task force anti Covid del Friuli Venezia Giulia, questa impennata di casi a Trieste sarebbe l'effetto delle manifestazioni no Green pass avvenute nella città, a partire in particolare dal 15 ottobre, dove i manifestanti hanno sfilato per la città senza rispettare le misure sanitarie, cantando e urlando "gomito a gomito, senza mascherina, trascorrendo molto tempo assieme".
Trieste, come detto, registra il focolaio Covid-19 più importante in Friuli Venezia Giulia, con 256 positivi ogni 100mila abitanti da venerdì 22 ottobre: il dato più alto d’Italia. Questo picco determina un’incidenza del Friuli Venezia Giulia pari a 97/100.000, il valore più elevato dal 27 aprile e il secondo del Paese dopo la provincia di Bolzano.

 

Covid, prefetto Trieste: "Rischiamo zona gialla"

 

Secondo il prefetto della città Valerio Valenti "il rischio zona gialla è alle porte". "Sarà questo il vero limite alla libertà di espressione. Se si continua così, allora le manifestazioni si dovranno organizzare in altro modo", ha aggiunto, commentando l'impennata di contagi dovuta alle manifestazioni no Green pass di queste settimane a Trieste. Tuttavia, ha precisato Valenti, nonostante l'aumento dei contagi, la "libertà di manifestare va preservata".

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