Covid Uk: calo dei casi da una settimana, ma morti come a marzo

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Sono diminuiti, passando dai 23.047 di oggi e rispetto ai 46.588 di una settimana fa, i nuovi casi di coronavirus nel Regno Unito. Lo riporta la Bbc, segnalando però il decesso di 131 persone, il numero più alto a partire da marzo. Merito del calo va anche all'impatto dei vaccini, che "ha fondamentalmente cambiato" la minaccia del virus, come spiegato da Neil Ferguson, membro del team di consulenti scientifici per le emergenze in Uk

Il numero giornaliero di casi di Covid-19, rilevati nel Regno Unito, è diminuito per il settimo giorno di fila, attestandosi su 23.047 nuovi casi rispetto a martedì della scorsa settimana, quando ne erano stati segnalati 46.588. Lo riporta la Bbc, sottolineando però che di solito i dati pubblicati nel giorno del martedì sono leggermente più alti a causa dei ritardi relativi alle segnalazioni del fine settimana. In contrasto con questo dato, però, sono stati segnalati anche 131 morti, il numero più alto a partire da marzo. Com'è noto, l'indicatore dei decessi è l'ultimo a calare.

L’impatto della vaccinazione nel Paese

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Come confermato da Neil Ferguson, membro del team di consulenti scientifici per le emergenze in Gran Bretagna, “l'effetto dei vaccini sta drasticamente riducendo il rischio di ospedalizzazioni e di decessi”, ha detto nel corso di un’intervista concessa a Bbc Radio4. “E sono sicuro che alla fine di settembre oppure a ottobre ci saremo lasciati alle spalle gran parte della pandemia. Avremo il Covid con noi, avremo ancora persone che muoiono di Covid, ma ci saremo lasciati dietro il grosso della pandemia”, ha aggiunto, ribadendo poi che l'impatto dei vaccini “ha fondamentalmente cambiato” la minaccia rappresentata dal coronavirus nel Paese. L'ottimismo di Ferguson viene confermato anche da altri dati, come il calo dei contagi, registrato sin da ieri, quando sono stati 24.950 i nuovi casi, un decremento di oltre 15 mila rispetto alle quasi 40 mila infezioni contate lunedì scorso e meno della metà rispetto ai 54 mila del 17 luglio. E presto però, per prevedere quale sarà effettivamente l'impatto legato al “freedom day”, con lo stop delle restrizioni anti-Covid nel Regno Unito e le relative riaperture dei giorni scorsi. “Dobbiamo rimanere attenti, specialmente a fronte del potenziale aumento dei tassi di contatto una volta che il tempo sarà meno clemente e tornano ad essere nuovamente aperte le scuole”, ha spiegato il consulente scientifico del governo.

Le analisi degli esperti

Come spiegare questo calo? Secondo l'epidemiologo Christopher Jewell, della Lancaster University, “il calo dei casi è un po' sconcertante. Sospetto che abbia a che fare con le scuole che chiudono e i modelli di contatto che cambiano. Avevamo notato una flessione nei casi scozzesi rispetto ad altri casi precedenti, il che potrebbe sostenere questa ipotesi”, ha riferito al “Times”. Per il professor Paul Hunter, dell'University of East Anglia, l'effetto di Euro 2020 potrebbe esser risultato positivo, dato che "si sono vaccinati molti giovani che altrimenti forse non l'avrebbero fatto”. In base al parere di Yvonne Doyle, direttore dell'agenzia esecutiva del Dipartimento alla salute, è invece ancora “troppo presto per essere certi di questo calo di infezioni. Le prossime settimane, specie in seguito all'allentamento delle misure restrittive, ci daranno un'indicazione più precisa sul fatto se si tratti di un declino a lungo termine. Per questo è opportuno che le persone ottengano ambedue le vaccinazioni, si incontrino preferibilmente all'aria aperta e si isolino se le autorità lo richiedono”.

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