Covid, Gino Strada: "Vaccini in Africa o saremo invasi dalle varianti"

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Si tratta dell'allarme lanciato dal fondatore di Emergency ed affidato ad un'intervista rilasciata al quotidiano "La Stampa". “Le mutazioni del virus rischiano di rendere obsoleti i vaccini. Se il virus non si ferma anche in Africa poi ce lo ritroviamo mutato in casa nostra”, ha detto 

“Le mutazioni del virus rischiano di rendere obsoleti i vaccini. Se il virus non si ferma anche in Africa poi ce lo ritroviamo mutato in casa nostra”. A lanciare l’allarme, nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano “La Stampa”, Gino Strada, 73 anni, che con Emergency ha inaugurato in Uganda un ospedale chirurgico pediatrico, il cui progetto è stato curato dall’architetto Renzo Piano. “Li abbiamo abbandonati a loro stessi. In Sudan hanno fatto i tamponi al personale sanitario. Su milletrecento medici ed infermieri i positivi erano il 70%. A Khartoum addirittura l′80%. L’Occidente è miope”, ha sottolineato, in riferimento alla situazione Covid in Africa.

La sanità territoriale e il caso della Lombardia

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Nel corso dell’intervista, il fondatore di Emergency, ha toccato poi anche altri temi, tra cui quello legato alla sanità italiana. ″A oggi è tutto da ricostruire a cominciare dalla sanità territoriale. Non c’è un politico che spieghi perché la sanità privata funziona coi soldi pubblici. È un controsenso. È un settore a profitto garantito, dunque se lo facciano coi soldi loro″, ha detto Strada. Un capitolo a parte, poi, lo ha meritato la questione lombarda. “Attilio Fontana, Guido Bertolaso e Letizia Moratti sono il peggio dell’inefficienza. Ma non penso solo alla sanità. Con il progetto ‘Nessuno escluso’ distribuiamo generi alimentari. Non avrei mai immaginato la gente a Milano in coda per un pasto. Non i clochard, proprio i milanesi. Una cosa vergognosa. Ci prepariamo a un disastro sociale con dimensioni epocali″, ha spiegato dal suo punto di vista.

La situazione sanitaria in Calabria

Nelle dichiarazioni di Strada, poi anche un riferimento alla sanità calabrese, dopo che l’ex premier Conte aveva indicato il suo nome per la gestione dell’emergenza sanitaria nella Regione. “Abbiamo dato la nostra disponibilità anche a prendere in mano la gestione di diciotto ospedali chiusi ma per ora non ci ha risposto nessuno. Ospedali chiusi ufficialmente per ragioni di budget”, ha detto. “Ma al solito perché si è preferito sostenere la sanità privata. La gente ha perso la speranza di rivedere una sanità pubblica che funzioni. E poi ci sono le infiltrazioni della criminalità organizzata. Diciamo che sono strutturali più che infiltrazioni”, ha concluso.

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