Covid Israele, medico task force a Sky TG24: "Pensare al dopo vaccini"

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A parlarne è stato Arnon Shahar, medico responsabile della task force del piano vaccinale in Israele, in un intervento a "Buongiorno" su Sky TG24. "Abbiamo somministrato un po' più di 10 milioni di dosi di vaccino e quasi 5 milioni di israeliani sono attualmente considerati vaccinati, ovvero quasi il 60% della popolazione", ha aggiunto

In Israele a fronte del successo della campagna di vaccinazione nazionale anti-Covid, "l'indice di contagiosità è sceso sotto lo 0,6, abbiamo sempre meno positivi e c'è stato un calo di oltre il 60% del numero di morti". A fare il punto sulla situazione epidemiologica nel Paese, è Arnon Shahar, medico responsabile della task force del piano vaccinale in Israele, in un intervento a "Buongiorno" su Sky TG24.
"In Israele abbiamo somministrato un po' più di 10 milioni di dosi di vaccino e quasi 5 milioni di israeliani sono attualmente considerati vaccinati, ovvero quasi il 60% della popolazione. Tra gli over 50 siamo già al 90%, tra gli over 30 siamo a più dell'80% e tra gli over 20 siamo al 75-77%. Sono numeri importanti. Stiamo andando avanti ma abbiamo buone notizie. Ora guardiamo a cosa fare dopo aver vaccinato queste persone sia da un punto di vista sociale sia per le riaperture", ha aggiunto.  

Israele, Shahar: "Non ancora vita normale ma ci stiamo arrivando"

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Quella che c’è in Israele “non è ancora una vita normale, ma ci stiamo arrivando”, ha dichiarato Arnon Shahar. “Ci stiamo chiedendo – ha aggiunto - se siamo arrivati all’immunità di gregge e stiamo valutando se togliere o meno l’obbligo di mascherina all’aperto. Il pubblico però deve capire che anche se la togliamo fuori bisogna continuare a portarla dentro. Questa questione ci fa un po’ paura, il pubblico farà fatica a distinguere. È una questione più sociale che medica. Secondo me nelle prossime settimane comunque la toglieremo fuori. Secondo me prima della fine di aprile".

 

Responsabile della task-force: "No a differenziazione tra tipi di vaccino"
 

Nel corso del suo intervento, il medico responsabile della task-force del piano vaccinale anti-Covid in Israele ha poi ribadito l'importanza della vaccinazione, invitando ad evitare di fare "polemiche e differenze tra marche di vaccini diverse".
"Avendo un vaccino bisogna vaccinare. Due giorni prima della partenza della vaccinazione in Israele c’è stato qualche caso di allergia in Inghilterra. Ci siamo quasi fermati per questo. Ovviamente ci sono effetti collaterali perché fa parte della vita, a prescindere dai vaccini. Alla fine bisogna andare a guardare con gli occhi obiettivi di medici e scienziati”, ha precisato Arnon Shahar.
 

In Israele quasi tutte le scuole aperte

 

In Israele, anche a fronte del successo della campagna vaccinale anti-Covid, da inizio marzo si sta attuando un piano per la riapertura del Paese che porterà a una graduale marcia verso la normalità.
“La nostra Pasqua è stata diversa dalla precedente, siamo stati in famiglia, mentre l’anno scorso siamo stati da soli. Le scuole sono aperte, anche se non totalmente, le elementari sono aperte, le medie sono in capsule. Stiamo valutando se aprire queste capsule e far tornare gli studenti alla loro normalità. Ieri sono stato ad un concerto con quasi mille persone. Eravamo separati e con mascherina, tutti col patentino verde di chi è vaccinato o guarito dal covid”, ha dichiarato Arnon Shahar.

 

In Israele vaccinati anche bambini a rischio  
 

Il medico responsabile della task-force del piano vaccinale anti-Covid in Israele ha poi dichiarato che nel Paese sono stati vaccinati anche qualche centinaia di bambini "in condizioni speciali": malati cardiopatici, con problemi polmonari o immunodepressi.
“Anche con i bimbi abbiamo fatto qualche passo in avanti. Non è una campagna di vaccinazione per i bambini, ma si tratta di autorizzazioni concesse da una commissione straordinaria, per bambini tra i 12 e i 16 anni che si trovano in situazioni mediche molto speciali, per i quali era maggiore il rischio di non essere vaccinati. Per il piano vaccinale dei bambini stiamo aspettando l’FDA”, ha aggiunto.

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