Covid, Stefani: "Priorità vaccino a disabili, mascherine trasparenti per i non udenti"

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Lo ha annunciato la ministra per le Disabilità. "Abbiamo scelto di iniziare a proteggere il nostro personale sanitario, Rsa e anziani over 80, i più colpiti dalla malattia. La priorità va alle persone con disabilità grave e patologie critiche", ha aggiunto il ministro Speranza

Saranno aggiornate le raccomandazioni che stabiliscono le priorità nell'accesso ai vaccini anti-Covid e "saranno esplicitate, tra le categorie con accesso prioritario, quelle delle persone con disabilità grave riconosciute ai sensi dell'art. 3 comma 3 della Legge 104". Lo ha annunciato la ministra per le Disabilità, Erika Stefani, ringraziando il ministro della Salute per aver manifestato la disponibilità ad aggiornare le raccomandazioni. "Oggi arriviamo al primo esito di questo percorso, partito con l'ascolto delle Associazioni maggiormente rappresentative del mondo della disabilità. Un primo obiettivo frutto del lavoro di squadra che dimostra come la collaborazione porti risultati concreti", ha aggiunto la ministra.

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"La campagna di vaccinazione è la chiave per uscire da questa pandemia", ha aggiunto il ministro della Salute Roberto Speranza. "Abbiamo scelto di iniziare a proteggere il nostro personale sanitario, Rsa e anziani over 80, i più colpiti dalla malattia. La priorità va alle persone con disabilità grave e patologie critiche".

Stefani: "Persone sorde avranno mascherine trasparenti"

Durante il question time della Camera, la ministra per la Disabilità Erika Stefani ha successivamente sottolineato l'esigenza di trovare soluzioni per le difficoltà connesse all'uso delle mascherine per le persone sorde e per chi ha necessità di leggere il labiale.
"Mi sono attivata affinché le mascherine trasparenti, omologate recentemente, siano inserite nei canali di distribuzione gestiti dal commissario straordinario per l'emergenza. Ho segnalato questo al generale Figliuolo che mi ha garantito di aver già disposto gli atti per acquisire questi dispositivi", ha dichiarato la ministra.

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"Cronicità e disabilità comportano la necessità di un nuovo modello di welfare più vicino ai cittadini e ai loro bisogni, imponendo la definizione di strategie di assistenza coordinate e integrate con azioni e prestazioni di natura socio-assistenziale", ha poi sottolineato la ministra nel corso del question time della Camera, ricordando che gli obiettivi di cura nella Long Term Care sono finalizzati al miglioramento del quadro clinico e funzionale, alla minimizzazione dei sintomi, alla prevenzione della disabilità e al miglioramento della qualità di vita.
"Per realizzarli è necessaria la definizione di percorsi assistenziali in grado di prendere in carico il paziente nel lungo termine, prevenire e contenere la disabilità, garantire la continuità assistenziale e l'integrazione degli interventi sociosanitari. Bisogna quindi pensare ad un sistema di assistenza centrato sui bisogni globali del paziente, caratterizzato da una assistenza multidimensionale, multidisciplinare e multilivello, con progetti di cura personalizzati a lungo termine. A tal fine, il Ministero della Salute sta promuovendo il progetto Pon Gov Cronicità potenziando la capacità di accesso anche ad altre risorse come i fondi europei e fondi per la coesione", ha aggiunto.

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