Giornata mondiale dell'udito 2021, Oms: "Intensificare la prevenzione"

Salute e Benessere

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità una persona su 4 avrà problemi di udito entro il 2050 e almeno 700 milioni di pazienti avranno bisogno di cure e riabilitazione. Sono alcuni dei dati emersi in un rapporto curato dagli esperti dell’Oms in occasione del World Hearing Day, la giornata mondiale dell'udito, che ricorre oggi

“Quasi 2,5 miliardi di persone in tutto il mondo, o 1 persona su 4, avrà problemi di udito entro il 2050 e almeno 700 milioni di loro avranno bisogno di cure e riabilitazione. A lanciare il monito è il primo rapporto mondiale sull'udito, pubblicato dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in occasione del World Hearing Day, la giornata mondiale dell'udito che ricorre oggi, 3 marzo.

Intensificare gli sforzi nella prevenzione

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"La nostra capacità di sentire è preziosa. La perdita dell'udito non trattata può avere un impatto devastante sulla capacità delle persone di comunicare, studiare e lavorare. Può anche avere un impatto sulla salute mentale delle persone e sulla loro capacità di sostenere relazioni", ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms. "Questo nuovo rapporto delinea la portata del problema, ma offre anche soluzioni, interventi che tutti i Paesi dovrebbero considerare per integrare i rispettivi sistemi sanitari con l’obiettivo di una copertura sanitaria universale", ha aggiunto, come si legge in un comunicato diffuso sul sito dell’Oms. Il rapporto, spiegano gli esperti, sottolinea dunque la necessità di intensificare rapidamente gli sforzi per prevenire e affrontare la perdita dell'udito investendo e ampliando l'accesso ai servizi di cura dell'orecchio e dell'udito. “La mancanza di informazioni accurate e atteggiamenti stigmatizzanti nei confronti delle malattie dell'orecchio e della perdita dell'udito spesso limitano le persone dall'accesso alle cure”, dice il rapporto. E, anche tra gli operatori sanitari, “c'è spesso una carenza di conoscenze sulla prevenzione, l'identificazione precoce e la gestione della perdita dell'udito e delle malattie dell'orecchio, ostacolando così la loro capacità di fornire le cure richieste”.

Le difficoltà nelle cure e le soluzioni

Nella maggior parte dei Paesi nel mondo, sottolinea ancora l’Oms, la cura dell'orecchio e dell'udito non è ancora integrata nei sistemi sanitari nazionali e l'accesso ai servizi di assistenza è difficile per chi soffre di malattie dell'orecchio e ipoacusia, ovvero la difficoltà nel percepire le voci e i suoni. Inoltre, l'accesso alla cura dell'orecchio e dell'udito è scarsamente documentato, ma il divario più evidente riguarda le risorse umane. Tra i Paesi a basso reddito, circa il 78% ha meno di uno specialista in otorinolaringoiatria per milione di abitanti, Il 93% ha meno di un audiologo per milione di abitanti e solo il 17% ha uno o più logopedisti, sempre per la stessa quantità di pazienti. Infine, il 50% ha uno o più insegnanti per non udenti per milione di abitanti. “Questa lacuna può essere colmata attraverso l'integrazione della cura dell'orecchio e dell'udito nell'assistenza sanitaria primaria e attraverso strategie come la condivisione dei compiti e la formazione”. Tra le principali soluzioni contro la perdita dell’udito, l’Oms sottolinea che nei bambini, quasi il 60% dei casi può essere prevenuto attraverso la vaccinazione contro rosolia, meningite e con la gestione corretta dell'otite media. Negli adulti, il controllo del rumore, l'ascolto sicuro e la sorveglianza dei farmaci ototossici insieme ad una buona igiene dell'orecchio possono aiutare a mantenere un buon udito e ridurre una potenziale perdita dell'udito. I progressi tecnologici possono identificare l'ipoacusia a qualsiasi età, segnalano gli esperti, con il trattamento medico e chirurgico che può curarla nella maggior parte dei casi, mentre, dove il problema è irreversibile, esistono la riabilitazione e gli apparecchi acustici.

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