Carcinoma uroteliale, con immunoterapia più tempo senza recidive. Lo studio

Salute e Benessere
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A indicarlo sono i risultati dello studio di fase 3 CheckMate -274, presentati in occasione del Genitourinary Cancers Symposium dell'Asco, la Società Americana dell'Oncologia clinica

Nuovi passi in avanti nella lotta contro i tumori e in particolare contro il carcinoma uroteliale muscolo-invasivo, la decima neoplasia più comune al mondo, con circa 550.000 nuove diagnosi ogni anno.
L'azienda farmaceutica Bristol Myers Squibb, in una nota, ha annunciato i risultati dello studio di fase 3 CheckMate -274, che dimostrano un miglioramento significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza libera da malattia con l'uso di nivolumab nel trattamento adiuvante di pazienti con carcinoma uroteliale muscolo-invasivo ad alto rischio, trattato chirurgicamente.
In particolare, dal test clinico è emerso che i soggetti trattati con il farmaco immunoncologico nivolumab dopo la chirurgia hanno quasi raddoppiato la sopravvivenza senza recidiva di malattia rispetto ai pazienti che hanno ricevuto il placebo (21 mesi rispetto a 10,9).

I risultati dello studio di fase 3

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I risultati dello studio sono stati presentati in occasione del Genitourinary Cancers Symposium dell'Asco, la Società Americana dell'Oncologia clinica, tenutosi in forma virtuale.
Come sottolineato dall'azienda, CheckMate -274 è il primo studio positivo di Fase 3 che ha analizzato un trattamento immunoterapico nel contesto adiuvante di questo tipo di carcinoma. "Le persone con questa neoplasia sono spesso sottoposte a chirurgia maggiore per rimuovere la vescica come misura salvavita ma si trovano ad affrontare la recidiva del tumore con una probabilità del 50% circa", ha spiegato  Dean Bajorin, oncologo del Memorial Sloan Kettering Cancer Center. "Nello studio, i pazienti trattati con nivolumab hanno vissuto quasi il doppio senza recidiva di malattia, rispetto a coloro che hanno ricevuto il placebo. Questi risultati sono potenzialmente in grado di cambiare l'approccio dei clinici nel trattamento".  

 

Possibile nuova opzione terapeutica

 

Il trattamento con Nivolumab ha dimostrato miglioramenti anche nella sopravvivenza libera da recidiva nel tratto non-uroteliale. "Il profilo di sicurezza è risultato in linea con quanto riportato in studi su pazienti con tumori solidi", precisa l'azienda farmaceutica.
"Anticipando l'immunoterapia agli stadi più precoci del tumore potremmo avere la possibilità di interrompere il decorso della malattia, riducendo il rischio di recidiva. La terapia con nivolumab ha mostrato beneficio non solo nel trattamento adiuvante del tumore uroteliale, ma anche nello stadio precoce del melanoma, del tumore esofageo e del polmone", ha spiegato Dana Walker,vice president, development program lead, genitourinary cancers, Bristol Myers Squibb. "Non vediamo l'ora di iniziare a lavorare in collaborazione con le autorità regolatorie a livello globale per offrire questa opzione terapeutica".

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