Iss, Brusaferro: Rt nazionale risale a 0,95. 2 Regioni a rischio alto

Salute e Benessere

"In Italia la curva ci indica una situazione stabile ma il numero di Regioni che segnala un aumento nell'incidenza dei casi comincia a crescere". Così il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità illustrando il consueto monitoraggio settimanale del Ministero della Salute e dell’Iss

"In Italia la curva ci indica una situazione stabile ma il numero di Regioni che segnala un aumento nell'incidenza dei casi comincia a crescere". Lo ha dichiarato Silvio Brusaferro, il Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), nel corso della conferenza stampa sull'analisi dei dati del monitoraggio regionale della Cabina di Regia. "Siamo in una fase molto delicata dell'epidemia, con circolazione diffusa delle varianti che sono più trasmissibili. Ci sono dunque segnali di controtendenza ed è necessaria grande precauzione. Ci potrebbe essere una crescita di nuovi casi se non si rafforzano le misure. Ci sono 2 regioni a rischio alto e un Rt che risale a 0,95", ha precisato Brusaferro.

Brusaferro: "Popolazione più giovane sta contraendo infezione"

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"La popolazione più giovane sta contraendo l'infezione ed è un fenomeno che stiamo analizzando. C'è una crescita inoltre dei casi asintomatici e paucisintomatici", ha aggiunto Brusaferro, segnalando, tuttavia, una diminuzione dei casi di contagio tra gli operatori sanitari.
"Il numero di operatori sanitari che si infettano si sta riducendo e il decremento è abbastanza rilevante, e questo è un segnale positivo dell'impatto della vaccinazione", ha precisato il presidente dell'Istituto superiore di sanità. Quanto all'andamento dei decessi correlati al coronavirus, Brusaferro ha poi segnalato che "il decremento dei morti sta avvenendo molto lentamente".

 

Rezza: "Preoccupano varianti, velocizzare vaccinazioni"

Nel corso della conferenza stampa è intervenuto anche Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute.  
"Abbiamo dei segnali che ci dicono che dobbiamo prestare grande attenzione a questa fase di transizione dell'epidemia, ma quello che più ci preoccupa è la presenza di varianti virali. Quella sudafricana e brasiliana possono ridurre parzialmente l'efficacia dei vaccini, quindi dobbiamo sbrigarci nelle vaccinazioni", ha dichiarato. (Covid-19, il vaccino in Italia e nel mondo: DATI E GRAFICIPillole di vaccino, dal vaiolo al Covid-19: i video delle puntate)

 

Variante inglese, Rezza: "In Italia differenze tra aree. Non rilassare misure prevenzione"

 

Il direttore della Prevenzione del ministero della salute ha poi annunciato che dallo studio sulle varianti condotto in Italia dall'Iss "sono emerse 495 varianti uk, ma la prevalenza varia dallo 0,5% di alcune aeree ad aree con il 59% di prevalenza, a seconda dei tempi di entrata della variante". "La variante inglese, per quanto ne sappiamo, non diminuisce l'efficacia dei vaccini attualmente disponibili e la corsa alla vaccinazione è molto importante, ma si trasmette più velocemente e quindi è bene non allentare le misure di prevenzione e controllo. Dobbiamo rallentare infatti la velocità di circolazione del virus", ha poi precisato il direttore della Prevenzione del ministero della salute.

 

Brusaferro: "In 6 settimane variante inglese può sostituire virus"

 

"In 5-6 settimane la variante inglese potrebbe sostituire il virus Sars-Cov-2 ora circolante", ha poi aggiunto il presidente dell'Iss, sottolineando, come ribadito anche da Rezza, che comunque la variante inglese sembra rispondere al vaccino.

 

Rezza: "Presto riunione dopo indicazione Oms su AstraZeneca"

 

Rispondendo a una domanda dei giornalisti sul vaccino di AstraZeneca, Rezza ha annunciato che, a seguito della raccomandazione degli esperti dell'Oms che hanno indicato la possibilità di vaccinare gli over-65, "è prevista una riunione ministero-regioni-Aifa che dovrebbe cercare di trovare una soluzione". Al momento, l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), in attesa di ulteriori studi, raccomanda l'uso del vaccino AstraZeneca per le persone di età compresa tra i 18 e 55 anni, in assenza di patologie che aumentino il rischio clinico associato all'infezione da Sars-CoV-2.

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