Tumore al seno, uno studio sulle molecole spia per la diagnosi precoce

Salute e Benessere

Lo hanno condotto, tra gli altri, anche gli studiosi dell’Istituto di endocrinologia ed oncologia molecolare (Ieos) del Cnr di Napoli. Il lavoro rientra nell’ambito della ricerca di “marcatori circolanti”, fondamentali per poter identificare il tumore in fase ancora iniziale, cioè quando è maggiormente curabile

Uno studio sullo sviluppo di nuove molecole importanti per la diagnosi precoce, non invasiva e per la terapia del cancro alla mammella. Lo ha condotto un team di ricercatori dell’Istituto di endocrinologia ed oncologia molecolare (Ieos) del Cnr di Napoli, in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche (DMMBM) dell’Università degli studi di Napoli Federico II e della clinica Mediterranea, sempre di Napoli.

Analisi molecolari utili per la classificazione del tumore

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Pubblicato sulla rivista scientifica “Molecular Therapy - Nucleic Acids”, il lavoro di ricerca si è concentrato sulle cellule tumorali che rilasciano “grandi quantità di piccole vescicole definite esosomi”, come si legge in un comunicato apparso sul portale del Cnr, il Consiglio Nazionale delle Ricerce. Gli esosomi, quasi come fossero “messaggi in bottiglia”, sono utilizzati dalle cellule per comunicare tra di loro. Infatti, le cellule tumorali rilasciano questi messaggi che sono poi recepiti dalle cellule vicine dello stroma (il tessuto connettivo di supporto di un organo), influenzando in questo modo la crescita, la progressione e anche la risposta terapeutica del tumore stesso, oltre che la sorveglianza immunitaria. Gli studiosi hanno spiegato che proprio gli esosomi “sono anche rilasciati nel sangue e possono essere quantificati ed analizzati”. Fanno parte, dunque, dei cosiddetti marcatori, considerati promettenti in un nuovo approccio diagnostico, chiamato “biospia liquida”. La biopsia liquida, spiega il Cnr, “consiste in un semplice prelievo di sangue venoso sul quale possono essere eseguite analisi molecolari utili per la classificazione del tumore”. Fino ad oggi, però, gli esperti non erano ancora riusciti a descrivere metodologie “in grado di discriminare gli esosomi specifici per il carcinoma mammario”.

Nuove molecole per la diagnosi e la terapia

Lo studio ha permesso così di identificare molecole sintetiche di Rna capaci di riconoscere specificamente gli esosomi derivati dalle cellule di tumore mammario, marcatori circolanti utili per poter identificare il tumore in fase ancora iniziale, cioè quando è maggiormente curabile. Da alcuni anni, ormai, lo stesso di team di studiosi si sta occupando dello sviluppo dei cosiddetti “aptameri”, marcatori in grado di riconoscere il bersaglio con alta affinità e specificità presentando grandi vantaggi nella diagnosi e nella terapia oncologica. Tra gli aptameri identificati, in particolare, uno con maggiore potenzialità è stato caratterizzato in maniera approfondita e “mostra promettenti applicazioni sia nella diagnosi in biopsia liquida che nella terapia del tumore al seno”, dicono gli esperti, secondo cui l’approccio di selezione sviluppato “è altamente innovativo e può essere applicato a diversi sistemi tumorali per generare nuove molecole per diagnosi e terapia”.

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