Identificate nuove associazioni tra microbioma intestinale e salute cardiometabolica

Salute e Benessere

Da un nuovo studio condotto dall'Università di Trento è emerso che il metabolismo individuale, ovvero come un corpo converte macronutrienti come grassi e zuccheri in energia, ha forti associazioni anche col microbioma, cioè il patrimonio di microorganismi specifico di una persona

Da un nuovo studio, coordinato dall’Università di Trento, è emerso un forte collegamento tra il microbioma intestinale e la salute cardiometabolica. Nello specifico, i risultati, descritti nel dettaglio sulle pagine della rivista specializzata Nature Medicine, suggeriscono che il metabolismo individuale, ovvero come un corpo converte macronutrienti come grassi e zuccheri in energia, ha forti collegamenti anche col microbioma, cioè il patrimonio di microorganismi specifico di una persona. Ogni individuo, infatti, ha un microbioma altamente personalizzato e risponde in modo diverso al cibo e al controllo dei valori quali glicemia, colesterolo e trigliceridi nel sangue.

Lo studio nel dettaglio

approfondimento

Cuocere i cibi può alterare la flora batterica intestinale

 

Per compiere lo studio, condotto in collaborazione con il King’s College London e con Zoe (un'iniziativa inglese finalizzata a promuovere una sana alimentazione) su un campione composto da oltre mille persone, il team di ricerca ha utilizzato nuovi strumenti informatici per l’analisi dei dati di microbioma, riuscendo così a individuare 15 batteri associati in modo positivo alla dieta sana e alla salute cardiometabolica.
"In questa ultima ricerca ci siamo concentrati sul collegamento tra batteri intestinali, dieta e salute cardiovascolare ed è emerso con evidenza che ci sono batteri associati a diverse risposte metaboliche al cibo", ha precisato Nicola Segata, coordinatore dello studio.

 

Batteri correlati a marcatori di buona salute metabolica

 

"Il campione è stato monitorato nelle risposte a due identici pasti (colazione e pranzo) consumati sotto stretto controllo clinico, e in una serie di pasti di test assunti nell'arco di due settimane", ha aggiunto il ricercatore dell'Università di Trento. Dall'analisi, come ha precisato Segata, è emerso che, in risposta a uno stesso cibo, "ogni persona dopo mangiato fa registrare un andamento molto diverso dei livelli di grassi, di zucchero e di marcatori immunologici nel sangue. Questa variabilità è spiegata solo molto parzialmente dalla genetica, perché abbiamo verificato che gemelli identici con stile di vita molto simile hanno anche loro risposte al cibo parecchio diverse".
Dallo studio è anche emerso che una dieta ricca di vegetali sarebbe associata a una maggiore presenza di batteri correlati a marcatori di buona salute metabolica.
I risultati ottenuti aprono la strada a nuove ricerche finalizzate a studiare quale sia il ruolo specifico dei batteri intestinali che sembrano essere più rilevanti per la salute cardiometabolica.

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