Covid-19, Miozzo (Cts): "Ipotesi terza ondata? Non collegata alla scuola"

Salute e Benessere

Lo ha dichiarato il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, parlando in Commissione al Senato. "Il rischio non deriva tanto dalla riapertura il 7 gennaio dalle scuole ma dai comportamenti non corretti che potrebbero avvenire da oggi e per tutto il periodo delle vacanze natalizie", ha aggiunto. La replica di Mario Pittoni: "I fatti dicono che il contagio viaggia nell'aria. In classe non basta aprire ogni tanto le finestre"

"Io ritengo che non sia corretto sostenere l'ipotesi di una terza ondata collegata alla scuola. La seconda ondata non è stata collegata alla scuola ma probabilmente agli effetti di una estate passata nella non osservanza delle indicazioni date". Lo ha dichiarato il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo, parlando in Commissione al Senato.
"Il rischio non deriva tanto dalla riapertura il 7 gennaio dalle scuole ma dai comportamenti non corretti che potrebbero avvenire da oggi e per tutto il periodo delle vacanze natalizie legato alla grande movimentazione delle persone e al desiderio di incontro tra congiunti che può creare rischi", ha aggiunto.

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Commentando le parole di Agostino Miozzo,  il senatore Mario Pittoni, responsabile Scuola della Lega e vice presidente della commissione Cultura a palazzo Madama, ha dichiarato: "È decisamente preoccupante che Miozzo, rispondendo alla mia domanda sulla scarsa attenzione alla pulizia dell'aria nelle scuole e dei conseguenti rischi alla ripresa delle lezioni, sia già pronto a scaricare la colpa di un'eventuale terza ondata di Covid-19 a "comportamenti non corretti nel periodo delle vacanze natalizie". I fatti dicono che il contagio viaggia nell'aria. Nelle aule scolastiche, come nei mezzi di trasporto, è quindi indispensabile assicurarne il ricambio continuo o, comunque, la pulizia. In classe non basta aprire ogni tanto le finestre".
"Si moltiplicano - spiega Pittoni - le indagini che puntano l'attenzione sulla concomitanza della seconda ondata di contagi con la riapertura delle scuole lo scorso settembre. Eppure nel Governo si discute di ripresa delle lezioni in presenza a gennaio preoccupandosi solo dell'effetto mediatico di una data rispetto a un'altra. Nessuno che pensi a progetti e investimenti per garantire la pulizia dell'aria onde evitare ulteriori devastanti chiusure".

 

Miozzo: "Scuola è ambiente protetto, preoccupati per Dad"

 

Nel corso del suo intervento, il coordinatore del Cts ha poi sottolineato che la scuola è un ambiente protetto. "Da parte del Cts c'è sempre stata grande attenzione e la consapevolezza che oggi consideriamo la scuola un ambiente protetto, che non ha rischi maggiori di altre realtà, anzi ha dei rischi controllati, dove il percorso epidemico non ha dei picchi differenti dal resto della comunità", ha dichiarato Miozzo, ribadendo, in vista della riapertura delle scuole superiori, l'esigenza di interventi sui trasporti e sulle aggregazioni pre e post scolastiche: "Le ore passate a scuola sono ore educative nelle quali gli studenti hanno con i loro docenti conoscenze sul rischio potenziale, non tanto per se stessi, ma per i loro genitori e soprattutto i parenti più fragili". Parlando della didattica a distanza e del suo impatto sui processi di apprendimento e sul benessere psicofisico degli studenti ha poi dichiarato: "Il Cts non è stato investito del tema della Dad non ne ha valutato appropriatezza e criticità. Siamo preoccupati che la lontananza degli studenti dal momento scolastico crei problemi e ci siamo concentrati sui rischi della distanza degli studenti: gli studenti degli ultimi anni sono andati a scuola solo per poche settimane e in alcune regioni solo per due-tre settimane dal marzo scorso. Questo porrà problemi e rischi".

 

Miozzo: "Da chiusura problemi psicologici per ragazzi"

 

Sempre a proposito della prolungata chiusura delle scuole in Italia, Miozzo in audizione in Commissione Istruzione al Senato ha aggiunto: "In altri paesi a noi vicini e analoghi per diffusione del virus e contesto sociale, la scuola o non è stata chiusa o lo è stata per un periodo brevissimo; poi è stata riaperta e lo è tutt'oggi: il mondo scolastico italiano soffre di una politica di distrazione storica e ha affrontato la tragedia del coronavirus con tanti limiti". "La chiusura continuativa è un problema per gli studenti per l'apprendimento e per tutti gli aspetti di impatto psicologico che saranno evidenti nei mesi e negli anni a venire. Noi siamo convinti che sia un dovere, un imperativo, far tornare tutti i ragazzi a scuola ovviamente consapevoli che il rischio zero non esiste a scuola, come non esiste nel nostro vivere comune", ha aggiunto il coordinatore del Cts, ricordando l'importanza di poter gestire tamponi rapidi in modo efficiente per la scuola.
"Il ritorno è per loro fondamentale soprattutto per gli studenti da troppo tempo lontani da quegli ambienti", ha poi precisato, sottolineato che far slittare l'ingresso a scuola di 1 o 2 ore "non dovrebbe essere un gigantesco problema, né dovrebbe provocare grandi problemi".

 

Miozzo: "Nessun danno da uso mascherina per i ragazzi"

 

Quanto all'uso della mascherina durante le lezioni, il coordinatore del Cts ha commentato: "Abbiamo nel Comitato tecnico scientifico due pediatri che sostengono che non ci sono evidenze di danno dall'uso delle mascherine su bambini e ragazzi. Altra cosa è pensare ad un ragazzino con la mascherina, è un fastidio, è un disagio ma diverso è pensare ci sia un danno. Fino a fine settembre avevamo dato indicazione che se i ragazzi erano seduti al banco potevano togliere la mascherina. Quando la curva epidemica ha iniziato a alzarsi, nel principio di massima precauzione e in assenza di evidenze precise e granitiche, ci siamo espressi dicendo è bene che i ragazzi mantengano la mascherina per tutto il periodo a scuola".

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