Covid, discoteche aperte Sardegna. La versione di Vella (Cts): "Noi sempre contrari"

Cronaca

Prosegue l'inchiesta della Procura di Cagliari per epidemia colposa. L'infettivologo del comitato scientifico sardo nega di aver dato parere favorevole al via libera alle piste da ballo deciso dal presidente della Regione l’11 agosto: "Ho provato a ridurre il danno di una scelta politica che era già stata presa”. Solinas: “Montato un caso mediatico”

"Quella mail non è, né può essere considerata, un parere del Cts. Né tantomeno un parere positivo all'idea di tenere aperte le discoteche in estate, verso cui, come Comitato, ci siamo sempre ufficialmente opposti, ritenendola pericolosa e sbagliata, visto il grande afflusso di turisti sull'isola. Io parlavo solo a titolo personale". Così l'infettivologo Stefano Vella intervistato da Repubblica in merito all'e-mail inviata al direttore generale dell'assessorato alla Sanità della Regione Sardegna, prima dell'ordinanza del presidente Christian Solinas dell’11 agosto che riapriva le discoteche dell’isola a Ferragosto. Il provvedimento di Solinas è finito al centro di un'inchiesta della Procura di Cagliari per epidemia colposa legata all'emergenza coronavirus (AGGORNAMENTI LIVE - SPECIALE). Vella, sentito ieri dagli investigatori della polizia, avrebbe ribadito quanto espresso alla stampa. "Qualcuno ha accompagnato le troupe televisive per montare più o meno veritieri casi mediatici che hanno generato un'immagine negativa della Sardegna quale untrice del resto d'Italia, mentre così le cose non sono state”, ha detto oggi Solinas in una video conferenza stampa.

La mail del Cts sardo alla Regione

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Nella mail che diede il via libera all’ordinanza di Solinas per la riapertura delle discoteche, Vella scrisse: "Ho sentito per il momento solo Giovanni Sotgiu (l'altro membro del Cts, allora ne facevano parte anche Pietro Cappuccinelli e Francesco Cucca, ndr), ma a lui e a me va bene - si legge nel testo -. Perché sono solo all'aperto ed è inevitabile e necessario che riaprano, oltre ai controlli delle forze dell'ordine, che andranno rinforzati”. Il messaggio venne inviato alle 21.28 al direttore generale dell'assessorato alla Sanità, Marcello Tidore. Da quest'ultimo Vella aveva ricevuto il testo dell’ordinanza per fare le opportune valutazioni alle 19.53.

Vella (Cts): “Ho provato a ridurre danno, scelta politica già presa”

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“Ho dato l'ok - precisa Vella - solo al testo dell'ordinanza che mi è stata mandata in extremis, senza che fosse stato mai convocato il Cts. In Regione avevano una gran fretta di farla uscire. L'ho fatto perché, fermo restando la nostra opposizione alla riapertura, la bozza recepiva delle nostre indicazioni, come il divieto di ballo nei locali al chiuso. Ho provato a ridurre il danno di una scelta politica che era già stata presa". Per quanto riguarda l'affermazione “è inevitabile e necessario che riaprano", l'infettivologo spiega: ”Intendevo dire che per loro, come mi avevano fatto capire esplicitamente, era inevitabile e necessario riaprirle. Per loro, non certo per noi”.

L’inchiesta sulla riapertura delle discoteche in Sardegna

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Intanto da ambienti giudiziari cagliaritani, si apprende che l'email di Vella viene comunque ritenuta un parere favorevole del Cts, visto che gli era stata sottoposta la bozza dell'ordinanza sulle sale da ballo, poi firmata dal governatore Solinas. Oggi sarà sentito anche il collega di Vella, Giovanni Sotgiu, che a detta dello stesso Vella, "non era riuscito neanche a leggere la bozza dell'ordinanza. Però alcune delle indicazioni inserite per ridurre il danno erano tratte da sue precedenti osservazioni". Alcuni componenti del Cts saranno ascoltati anche dai pm di Tempio che stanno verificando se realmente l'apertura delle discoteche in Costa Smeralda abbia inciso nell'impennata di contagi da Covid.

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