Sardegna, discoteche aperte d'estate in Costa Smeralda: la procura apre un'inchiesta

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I magistrati indagano sulla scelta della Regione di tenere in attività i locali da ballo nel periodo estivo. Si cerca di capire se questa decisione abbia provocato l'aumento dei contagi. La decisione arriva all'indomani del servizio di Report sul tema

La procura di Cagliari ha aperto un'inchiesta per epidemia colposa sull'apertura delle discoteche estive in Sardegna che avrebbe favorito la diffusione del Covid prima nell'Isola e poi in varie regioni italiane. I magistrati vogliono capire se la Regione abbia consentito l'apertura dei locali della Costa Smeralda nonostante fosse a conoscenza dei rischi. La decisione arriva all'indomani della messa in onda su Rai3 dell'inchiesta giornalistica di Report sul 'caso Sardegna' (COVID, GLI AGGIORNAMENTI LIVE).

La scelta sull'apertura delle discoteche e le pressioni

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Nel servizio, i consiglieri regionali di maggioranza Angelo Cocciu (Fi) e Giovanni Satta (Psd'Az) hanno affermato che la scelta del Governo regionale di prorogare l'apertura delle discoteche sin dopo Ferragosto, assicurando una boccata d'ossigeno ai gestori nel bel mezzo di una stagione turistica già gravemente compromessa, sia stata presa sulla base delle pressioni ricevute. D'altro canto, Dario Giagoni, capogruppo della Lega, non è stato in grado di confermare agli autori dell'inchiesta il contenuto del parere fornito dal Comitato tecnico scientifico. Il 'giallo' di quel documento è ora all'attenzione dei magistrati.

Le prossime mosse della procura

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Le prossime mosse della procura saranno quindi l'acquisizione del parere degli esperti e la convocazione a Palazzo di giustizia di tutte le persone informate dei fatti. Saranno sentiti sicuramente i componenti del Comitato tecnico scientifico - nel frattempo passati da 4 a 2 - ma anche i consiglieri di maggioranza e opposizione, perché il via libera alla discoteche era passato in Aula l'11 agosto con l'approvazione trasversale di un ordine del giorno (4 sì del Pd, uno di Leu e voto contrario di M5s e Progressisti). Governatore e assessori potrebbero essere ascoltati a stretto giro.

Le polemiche

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Tra i primi a chiedere di poter visionare quel documento è stato l'esponente dei Progressisti Massimo Zedda. Nessun commento, invece, dal governatore Christian Solinas, né dall'assessore della Sanità Mario Nieddu. Parlano, al contrario, i Cinquestelle: la deputata Paola Deiana chiede la dimissioni di Solinas e della sua giunta. Prende posizione anche l'Anci. "In un mondo normale domani si terrebbero nuove elezioni regionali - scrive in un post su Facebook il presidente Emiliano Deiana - Se esiste un parere del Comitato allora lo tirino fuori velocemente, perché altrimenti le istituzioni autonomistiche perdono anche il residuo di credibilità che gli rimane. Se invece non c'è, si dica che è stata presa una decisione politica, perché i soldi di pochi valgono più della salute di tutti i sardi".

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