Covid, medici di base in stato di agitazione: “Territorio al collasso”

Salute e Benessere

Chiedono di potenziare la rete assistenziale con assunzioni Usca e il rafforzamento di uffici igiene e 118. E avvertono: “Non solo ospedali e pronto soccorso al collasso, anche il territorio”

Medici di famiglia e pediatri di libera scelta in stato di agitazione. "In questa seconda fase della pandemia - dicono - stiamo assistendo non solo al collasso degli ospedali e dei pronto soccorso, ma anche al collasso del territorio" in seguito alla diffusione del coronavirus. Spingono per l’assunzione di nuove Usca, le Unità Speciali di Continuità Assistenziali nate proprio a supporto dei medici per il trattamento a domicilio dei pazienti durante l’emergenza Covid, e per il rafforzamento di tutta la rete dei professionisti che agiscono sul territorio.

Nuove assunzioni Usca e 118

Cosa chiedono i medici? “Chiedono il potenziamento della rete territoriale della medicina generale, con l'assunzione delle Usca e il rafforzamento degli organici degli uffici di igiene e sanità pubblica”. Oltra a “nuove assunzioni dei medici di medicina generale convenzionati, di guardie mediche, di medici 118 e penitenziari e dei pediatri di libera scelta”. Lo stato d'agitazione è stato proclamato dalle organizzazioni sindacali Federazione CIPe SISPe SINSPe, Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN, La.Pe.L, SIMET, SMI, SNAMI, pari al 45% dei medici convenzionati.

 

Più sicurezza per i medici di base

Pochi giorni fa, invece, Filippo Anelli, il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), aveva chiesto più attenzione per la sicurezza e salute dei medici di base.“È urgente mettere a punto dei protocolli ad hoc per garantire la sicurezza dei medici di medicina generale e metterli nelle condizioni di poter svolgere il proprio compito, anche a domicilio dei pazienti, in modo sicuro" aveva detto. "Da fine settembre sono morti per Covid 11 medici – aveva poi aggiunto il presidente dell’ordine - di cui 7 sono medici di famiglia o pediatri. Questo è un segnale che qualcosa nel sistema organizzativo non sta funzionando". Una situazione che si aggiunge “al collasso degli ospedali e dei pronto soccorso, ma anche quello del territorio” denunciato dai sindacati di riferimento.

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