Covid-19, monitoraggio Iss: indice Rt nazionale sale a 1,7

Salute e Benessere

Dall’ultimo rapporto settimanale del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità emerge una situazione "complessivamente e diffusamente molto grave sul territorio nazionale con rischio di criticità importanti a breve termine in numerose Regioni/PA italiane”.  11 Regioni sono classificate a rischio elevato di una trasmissione non controllata di SARS-CoV-2

Dall’ultimo rapporto settimanale del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità (Iss) emerge che in Italia l’epidemia è in "rapido peggioramento" e ancora compatibile con uno scenario di tipo 3 ma in evoluzione verso uno scenario di tipo 4. Nello specifico, il report evidenzia che “in alcune Regioni italiane la velocità di trasmissione è già compatibile con uno scenario 4 con rischio di tenuta dei servizi sanitari nel breve periodo”. Il monitoraggio conferma, pertanto, una situazione "complessivamente e diffusamente molto grave sul territorio nazionale con rischio di criticità importanti a breve termine in numerose Regioni/PA italiane”. 

 

Indice Rt in Italia sale a 1,7

 

Il report indica anche che nel periodo compreso tra l’8 e il 21 ottobre 2020, l'indice di trasmissibilità nazionale Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,70. “Si riscontrano valori di Rt superiori a 1,25 nella maggior parte delle Regioni/PA italiane, con valori superiori a 1,5”, precisa il monitoraggio.

In particolare, Piemonte e Lombardia hanno superato la soglia dell'Rt 2: sono rispettivamente a quota 2.16 e 2.09. Mentre la Provincia Autonoma di Bolzano e la Valle d'Aosta  hanno un indice di trasmissibilità di poco inferiore a 2 (1.96). In altre 10 regioni l'indice di trasmissibilità Rt è di poco superiore all’1.5. Mentre in Campania l'Rt è a 1.49. 

Medici ed infermieri nel reparto di terapia intensiva dellÕospedale Policlinico Tor Vergata, in video chiamata durante lÕemergenza per il Covid-19 Coronavirus, Roma, 11 aprile 2020. ANSA/ANGELO CARCONI
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Rischio alto per 11 regioni 

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Nello specifico, l'ultimo monitoraggio settimanale indica che in Italia sono 11 le Regioni classificate a rischio elevato di una trasmissione non controllata di SARS-CoV-2: l'Abruzzo, la Basilicata, la Calabria, la Liguria, la Lombardia, il Piemonte, la Puglia, la Sicilia, la Toscana, la Valle d'Aosta e il Veneto. Ministero della salute e Iss precisano che 5 tra queste 11 Regioni sono considerate a rischio alto a titolo precauzionale, "ma il dato non è attendibile perché la sorveglianza è insufficiente al momento della valutazione". 

Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e la provincia di Bolzano, invece, sono nello scenario 4.  Mentre altre 8 Regioni e Province autonome sono classificate a rischio moderato con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese.

 

Rezza: “Oltre 31mila positivi. Positivi 10% su tamponi. Virus galoppa”

“Oggi non ci sono buone notizie, ieri 26.831 casi oggi abbiamo superato 31mila abbondamente”, ha dichiarato Gianni Rezza, il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, in occasione della conferenza stampa sull'analisi dell'evoluzione di Covid-19 in Italia. "La percentuale dei positivi sui tamponi effettuati supera il 10% e non è un buon indicatore. Indica che l'epidemia galoppa, che il virus circola in maniera abbastanza veloce”, ha aggiunto l’esperto, precisando: “Il numero di tamponi è ancora aumentato a 215.085 da 201.452 di ieri, continua questo trend, stiamo aumentando la capacità di fare tamponi in maniera veramente ottima, rilevante”.

 

Brusaferro: “Effetti misure su contagi entro 7 giorni”

 

Nel corso della conferenza stampa, il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, ha dichiarato: “Ci troviamo di fronte ad un Paese che ha adottato misure importanti che si stanno implementando, i cui effetti vedremo alla fine della prossima settimana, 15-20 giorni sono i tempi per comprendere come agiscono sulla diffusione dell'infezione, alle quali però si possono e si debbono inserire ulteriori misure che possono essere e a livello nazionale e a livello locale”. 

 

Iss: “Evitare contatti e restare a casa il più possibile”

 

Nel report, ministero della Salute e Iss ribadiscono che è fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. È obbligatorio, inoltre, adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Il monitoraggio sottolinea anche la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi. 

 

Iss: carico non più sostenibile per servizi territorio

 

Il carico di lavoro - precisa, inoltre, il report -“non è più sostenibile sui servizi sanitari territoriali con evidenza di impossibilità di tracciare in modo completo le catene di trasmissione ed aumento in proporzione dei casi evidenziati per sintomi", che superano per la prima volta questa settimana quello dei casi identificati tramite contact tracing.

Nel monitoraggio, ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità invitano nuovamente le Regioni/PA a realizzare una rapida analisi del rischio, anche a livello sub-regionale, e di considerare un "tempestivo innalzamento delle misure di mitigazione nelle aree maggiormente affette in base al livello di rischio".

 

Terapie intensive: criticità in 15 regioni prossimo mese

 

Quanto alla situazione delle terapie intensive,  nella settimana di riferimento è stato segnalato il superamento in alcuni territori della soglia critica di occupazione in aree mediche (40%) ed esiste un'alta probabilità che 15 Regioni/PPAA superino le soglie critiche di terapia intensiva e/o aree mediche nel prossimo mese. Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è salito a livello nazionale da 750 (dato riferito al 18 ottobre) a 1.208 (25 ottobre). Il numero di soggetti ricoverati in aree mediche, invece, è  a salito a quota 12.006 (25 ottobre), rispetto al 7.131, registrato il 18 ottobre.

 

Scuola, Iss: “Presto analisi con Miur, contagio 3,8% totale” 

 

Nel corso della conferenza stampa, il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, ha fatto anche il punto sulla situazione dei contagi nelle scuole. "La curva che noi oggi abbiamo di crescita è analoga a quella della popolazione generale ma è altrettanto vero che stiamo collaborando strettamente con il ministero dell'Istruzione per analizzare i dati e per poter fornire un'analisi un po' più dettagliata che uscirà nelle prossime giornate anche per manifestare la massima attenzione e per fare in modo di tutelare da una parte il funzionamento della scuola dall'altra la salute di tutta la popolazione". "Saranno fatti tutti gli sforzi per mantenerla aperta", ha aggiunto Locatelli, ricordando che l'ambito scolastico rappresenta il 3,8% di tutti i contagi. "La scuola - ha poi precisato - ha rappresentato una priorità e saranno fatti tutti gli sforzi per mantenerla aperta perché sappiamo bene quanto aver dovuto chiudere ai primi di marzo abbia impattato negativamente sulle future generazioni". "Ovviamente con qualche adattamento", ha sottolineato il presidente del Css, di fronte a situazioni territoriali particolari "di significativa peculiare criticità".

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