Covid-19, Boccia: “Chiusura delle Regioni? Non si può escludere nulla”

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Lo ha riferito il ministro degli Affari Regionali, nel corso di un’intervista radiofonica. “Dobbiamo difendere il lavoro e la salute a tutti i costi. La mobilità tra le regioni deve essere salvaguardata, ma la situazione dovrà essere monitorata giorno per giorno”, ha poi aggiunto

I casi di coronavirus in Italia stanno aumentando, solo ieri e rispetto a 24 ore prima, il consueto bollettino giornaliero del Ministero della Salute ha segnalato 4.458 nuovi contagi, con 22 morti. Secondo Walter Ricciardi, membro dell’Oms e consulente del ministro della Salute, Roberto Speranza, "rischiamo 16mila casi al giorno", come detto dall’esperto nel corso di un’intervista a Sky TG24. Tra i provvedimenti di cui si vocifera in queste ore, per cercare di arginare la diffusione del virus, anche quello dello stop alla mobilità tra le Regioni. A parlarne, il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia. "Le limitazioni di spostamento tra le Regioni non possono essere escluse, non si può escludere nulla in questo momento”, ha detto, intervenendo a "The Breakfast Club", su Radio Capital.

Francesco Boccia
Francesco Boccia - ©Ansa

“Difendere la salute a tutti i costi”

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“Dobbiamo difendere il lavoro e la salute a tutti i costi. La mobilità tra le regioni deve essere salvaguardata, ma la situazione dovrà essere monitorata giorno per giorno. Appena c'è una spia che si accende bisogna intervenire", ha aggiunto ancora Boccia, durante l’intervista radiofonica. "La risalita dei contagi era prevedibile. Le terapie intensive sono state rafforzate. Questi sono numeri diversi rispetto a quelli di aprile, anche se il virus c'è e bisogna conviverci”, ha sottolineato. “Come governo non fissiamo nessuna asticella". Il ministro degli Affari Regionali ha poi toccato il tema dei test rapidi: "Non è accettabile aspettare ore e ore per fare un tampone. Bisogna potenziare i servizi sanitari, stiamo lavorando sui test rapidi perché si possano fare ovunque", ha ammesso.

L’ultimo monitoraggio di Fondazione Gimbe

Intanto, sono stati pubblicati anche i dati relativi al monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, rileva nella settimana che va dal 30 settembre al 6 ottobre, sull’andamento dei contagi in Italia. Rispetto alla settimana precedente, è stato rilevato un netto incremento nel trend dei nuovi casi (17.252 contro 12.114). Il tutto a fronte di un numero di poco superiore di casi testati (429.984 rispetto a 394.396), oltre a un rilevante aumento del rapporto positivi/casi testati (4% contro 3,1%). Dal punto di vista epidemiologico sono aumentati i casi attualmente positivi (60.134 rispetto ai 50.630 di sette giorni prima) e, sul fronte degli ospedali, aumentano i pazienti ricoverati con sintomi (3.625 contro 3.048) e in terapia intensiva (319 contro 271).

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