Coronavirus: dall’Unione Europea 4 milioni per lo studio del plasma dei convalescenti

Salute e Benessere

La direzione generale Research and Innovation della Commissione Europea ha finanziato un progetto che ha l’obiettivo di valutare e concordare terapie a base di plasma da Convalescente Covid-19

È iniziato ufficialmente Support-E (SUPPORTing high-quality evaluation of Covid-19 convalescent plasma throughout Europe) il progetto europeo che si pone come obiettivo una valutazione, basata su evidenze scientifiche, delle terapie a base di plasma da Convalescente Covid-19 (Ccp) e il raggiungimento di una armonizzazione fra tutti gli stati membri su un utilizzo clinico appropriato, attingendo anche dal database comune. Per riuscirci sono stati stanziati 4 milioni di euro.  

I player italiani del progetto

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I fondi sono arrivati in seguito alla firma, nei giorni scorsi, del Grant Agreement da parte della Direzione Generale Research and Innovation della Commissione Europea e i coordinatori dell'Eba (European Blood Alliance), l'associazione che riunisce i centri sangue dei paesi dell'Unione Europea e dell'Associazione Europea per il Libero Scambio. Al termine del progetto, il consorzio produrrà delle raccomandazioni che saranno applicabili in tutto il continente per fare fronte al coronavirus e ad eventuali crisi sanitarie future. In Italia lo studio vede impegnati il Centro Nazionale Sangue a cui è stato affidato il Work Package della comunicazione, la Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia e l'Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) di Mantova. Sarà finanziato dal programma di ricerca europeo Horizon 2020 e durerà 24 mesi.

Future linee guida per l’uso del plasma iperimmune

 

"Con la firma del Grant Agreement, il progetto Support-E è finalmente entrato nella fase operativa. L'Unione Europea sarà così in prima linea negli studi sull'efficacia e sicurezza del plasma convalescente" commenta Massimo Franchini, Direttore del Servizio Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell'Ospedale Carlo Poma di Mantova. “Conclusa la sua prima fase – aggiunge Cesare Perotti, direttore del Servizio Immunoematologia e Medicina Trasfusionale del San Matteo di Pavia - entra nel vivo e si appresta a tracciare le linee guida europee per un uso corretto, efficace e sicuro del plasma iperimmune nella cura dei pazienti colpiti dal Covid-19".

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