Coronavirus, Brusaferro: “Siamo ancora in fase epidemica”

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Durante un’audizione in Commissione Affari Sociali della Camera, il presidente dell’Iss ha spiegato che il virus sta ancora circolando nel Paese e ha sottolineato l’importanza di adottare le misure di sicurezza necessarie per limitare i contagi

“Siamo ancora in fase epidemica. Il fatto che la curva dei contagi sia decrescente è positivo ed è il frutto delle misure prese e dei comportamenti degli italiani”, ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), in audizione in Commissione Affari Sociali della Camera. “Ciò non toglie che abbiamo nuovi casi e che la circolazione del virus sia presente nel Paese, e questo deve portarci ad adottare tutte le misure necessarie”, ha aggiunto. 

“L’impatto delle aperture di lunedì lo vedremo la prossima settimana. E l’impatto reale lo vedremo dai numeri dei ricoveri dal 18 maggio in poi. È molto difficile avere dati in tempo reale”, ha dichiarato Brusaferro ai microfoni di Sky TG24. 

L’immunità di gregge è ancora lontana

 

Durante l’intervento, Brusaferro ha sottolineato l’importanza di sapere quante sono le persone immuni nella popolazione. “Oggi sappiamo che la percentuale è molto bassa, con delle variazioni tra Regioni, - ovviamente in Lombardia e in altre Regioni del Nord è più alta - ma globalmente siamo molto lontani dal 70-80%, che sono le soglie della cosiddetta immunità di gregge”. Il presidente dell’Iss ha aggiunto che quest’ultima potrà essere raggiunta solo quando sarà disponibile un vaccino. Soffermandosi sulla fase 2, Brusaferro ha spiegato che “sarà basata su tre gambe: la prima è il monitoraggio a livello nazionale e regionale per intercettare focolai, la seconda è garantire strutture per far fronte alle esigenze delle persone affette da Covid; la terza, infine, è l’accessibilità a tutti i servizi sanitari necessari a rispondere al bisogno di salute della popolazione che durante la fase 1 sono stati sospesi o limitati".

70.000 tamponi al giorno

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Brusaferro ha ribadito che “le modalità di trasmissione del virus sono sempre le stesse in tutti i Paesi”. Il contagio avviene prevalentemente per droplet o per contatto e, solo in alcuni casi per va aerea. “Il virus è stato trovato anche nelle feci, ma gli impianti di depurazione sono sufficienti a inattivarlo. Viene trasmesso prevalentemente da sintomatici e da chi, nelle successive 48 ore, svilupperà i sintomi”, ha chiarito l’esperto. “Oggi si fanno circa 70.000 tamponi al giorno. Nelle prossime settimane questo numero, già più alto rispetto alla fase iniziale, crescerà ulteriormente. A oggi i tamponi sono l’unico modo per individuare l’Rna virale. Ma una persona oggi negativa può essere positiva domani, e viceversa”. Per quanto riguarda le misure di igienizzazione delle strade, Brusaferro spiega che l’Iss non le ha mai raccomandante, ma che farle può migliorare la vita dei cittadini. “Tuttavia per la prevenzione è molto più importante che i cittadini si lavino frequentemente le mani, in modo da eliminare eventuali depositi di droplet”.

 

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