Coronavirus, Pregliasco: “Test sierologici non danno patente di immunità”

Salute e Benessere

Il virologo spiega che questo metodo diagnostico è molto sensibile e ha dei margini di incertezza, soprattutto rispetto ai falsi positivi. “In caso di negatività, il risultato del test è più sicuro” 

“I test sierologici non possono dare una patente d’immunità”: a sostenerlo è il virologo Fabrizio Pregliasco, che durante un intervento al programma “Circo Massimo” di Radio Capital ha parlato dell’efficacia del metodo diagnostico. “I test sierologici sono molto sensibili e hanno dei margini di incertezza rispetto soprattutto ai falsi positivi, quindi in caso di negatività c’è maggiore sicurezza del risultato”, prosegue l’esperto. “In caso di positività è necessario ripetere il test e abbinarlo a un tampone per verificare se si sono già sviluppati gli anticorpi e se il soggetto è ancora portatore convalescente del virus e quindi contagioso”. Parlando dei risultati dei test rapidi, Pregliasco li ha definiti maggiormente preoccupanti, perché hanno margini di errore che possono portare a situazioni non congrue. “I test servono non tanto per diagnosticare, ma per capire regione per regione la diffusione reale del virus”, conclude il virologo.

L’intervento di Fausto Baldanti a Sky TG24

Nel corso di un’intervista a Sky TG24, anche Fausto Baldanti, il direttore dell’unità di virologia molecolare dell’Ospedale San Matteo di Pavia, ha affrontato il tema dei test sierologici. L’esperto ha spiegato che il metodo diagnostico aiuterà a identificare la presenza di eventuali anticorpi neutralizzanti nelle persone che hanno avuto un’infezione da coronavirus Sars-CoV-2 (segui la DIRETTA di Sky TG24), ma non darà alla comunità scientifica delle certezze definitive. “Il discorso della patente di immunità è molto complicato e io per prudenza non userei questo termine”, ha sottolineato Baldanti. “Il test sierologico rappresenta un tassello importante, perché ci permette di individuare l’eventuale presenza degli anticorpi neutralizzanti e di determinarne la quantità, così da poter stimare un livello di protezione”, ha aggiunto. Baldanti ha anche chiarito che il test sierologico e il tampone hanno delle funzioni differenti e che sarà necessario molto tempo per verificare se il livello di protezione fornito dagli anticorpi neutralizzanti sia sufficiente a impedire la circolazione del coronavirus Sars-CoV-2.

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