Giornata mondiale contro obesità 2020, focus su sovrappeso infantile: i numeri

Salute e Benessere
Bambini sovrappeso (Ansa)

L’Unicef e l'Oms ricordano che in tutto il mondo sono 40 milioni i bimbi sotto i cinque anni di età in sovrappeso: un dato allarmante per il quale è necessario intervenire prontamente con un’azione preventiva globale  

Per il primo anno dalla sua istituzione, il World Obesity Day, la giornata mondiale per la prevenzione dell’obesità e il sovrappeso, promossa in Italia dall’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione clinica (Adi), si celebra il 4 marzo e non l’11 ottobre, come stabilito in precedenza.
La ricorrenza lanciata nel 2015 per stimolare e supportare soluzioni pratiche per aiutare le persone a raggiungere e mantenere un peso sano, promuovendo l’informazione e facendo conoscere la gravità e lo stigma correlato all’obesità, anche quest’anno intende focalizzare l’attenzione della popolazione mondiale sui preoccupanti dati che riguardano il sovrappeso e l’obesità infantile.
A tal proposito, in occasione della Giornata Mondiale contro l'Obesità, l’Unicef e l'Oms, che coordinato il Global Breastfeeding Collective, ricordano che in tutto il mondo sono 40 milioni i bimbi sotto i cinque anni di età in sovrappeso: un dato allarmante per il quale è necessario intervenire prontamente con un’azione collettiva efficace.

Gli effetti protettivi dell'allattamento sul sovrappeso

Una soluzione, come ricordato dagli esperti, riguarda l’allattamento, attraverso il quale, seguendo le linee guide fornite proprio dalle due organizzazioni su scala mondiale, potrebbero essere evitati 100.000 casi di obesità infantile.
“Il ruolo dell'allattamento nella prevenzione è fondamentale e sta diventando una priorità per molti paesi. La prevenzione del sovrappeso deve iniziare il prima possibile. Migliorare le pratiche di allattamento nei primi anni di vita può aiutare i bambini ad avere una dieta più sana e un futuro migliore”, ricordano l’Unicef e l’Oms.

Numeri in Europa

Da un recente studio, condotto in diversi Paesi europei, è emerso che i bimbi allattati per almeno 6 mesi correrebbero un minor rischio di obesità rispetto ai coetanei mai allattati o nutriti con il latte materno per un periodo più breve.
Parlando di numeri, Italia e Malta, sono i Paesi europei in cui si registra la più alta prevalenza di obesità tra i bimbi che non sono stati mai allattati, che riguarda più di un bambino su cinque. Il terzo gradino del podio è occupato dalla Spagna con il 21%.
Nel complesso, grazie a un’analisi condotta su oltre 100 studi eseguiti in Paesi a basso, medio e alto reddito, è emerso che l'allattamento sarebbe associato a una riduzione del 26% del sovrappeso o dell'obesità da adulti.
"Prevenire il sovrappeso e l'obesità infantile è conveniente, e investire in pratiche di allattamento ottimale rappresenta una scelta intelligente per ridurre i costi dell'assistenza sanitaria e supportare la crescita e lo sviluppo di bambini e nazioni. L’Unicef in Italia promuove il programma 'Insieme per l'Allattamento - Ospedali & Comunità Amici dei Bambini' per diffondere la cultura dell'allattamento e garantire a tutti i bambini una nutrizione adeguata e il miglior inizio di vita possibile”, ha spiegato Francesco Samengo, Presidente dell'Unicef Italia. 

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