Coronavirus, età media degli infetti tra 49 e 56 anni: raro tra bimbi

Salute e Benessere

La conferma arriva da uno studio condotto dai ricercatori della Emory University, i cui risultati sono stati pubblicati sulle pagine della rivista medica Jama 

Come ipotizzato da molti esperti, finora il nuovo coronavirus 2019 n-CoV (QUI la diretta di Sky TG24) ha colpito prevalentemente gli adulti di età compresa tra i 49 e i 56 anni e solo in rarissimi casi ha contagiato i bambini. La conferma arriva da uno studio condotto dai ricercatori della Emory University, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista medica Jama. La ricerca, basata sui dati diffusi dalle autorità cinesi, ha permesso non solo di calcolare l’età media delle persone contagiate dal nuovo coronavirus, ma anche di stimare che in circa un terzo dei casi i sintomi della malattia sono così gravi da richiedere il ricovero in terapia intensiva.

Le possibili similitudini tra 2019 n-CoV, Sars e Mers

Secondo alcuni esperti intervistati dal New York Times, la rarità dei contagi tra i bambini potrebbe trarre in inganno i ricercatori. “Ritengo che il virus infetti anche i più giovani, ma che si manifesti con sintomi più lievi di quelli riscontrati negli adulti”, spiega Malik Peiris, ricercatore dell’Università di Hong Kong. “Al momento non abbiamo a disposizione dei dati sui casi non gravi”, aggiunge l’esperto. Un’eventuale conferma di questa teoria permetterebbe di tracciare delle similitudini tra il comportamento del coronavirus e quello dei suoi “predecessori” Sars e Mers. “È vero che i bambini possono essere asintomatici o avere infezioni lievi”, spiega Raina MacIntyre della New South Wales University. “Per molti versi questo comportamento ricalca quello di Sars e Mers. Nel caso della Mers, per esempio, la maggior parte dei bambini infetti non ha mai sviluppato sintomi”, sottolinea l’esperta. Durante l’epidemia di Sars del 2003 nessun bambino morì a causa della malattia e la maggior parte dei decessi riguardò i pazienti con più di 45 anni. Inoltre, i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie identificarono solo 135 casi tra i più giovani, su un totale di più di 8000 contagi. 

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