Dormire troppo espone ad un aumento del rischio di ictus: lo studio

Salute e Benessere

L’associazione è stata notata da uno studio cinese che ha seguito per sei anni oltre 30.000 persone: oltre nove ore di sonno durante la notte o sonnellini di più di 90 minuti aumenterebbero il rischio di attacco cerebrale di oltre il 20% 

Chi dorme più di nove ore a notte potrebbe vedere aumentare il rischio di ictus secondo un nuovo studio della Huazhong University of Science and Technology, in Cina. I risultati ottenuti dai ricercatori evidenziano come riposare eccessivamente possa condurre a cambiamenti fisiologici che agiscono a propria volta sui fattori di rischio dell’attacco cerebrale. Secondo quanto osservato su un campione di quasi 32.000 persone, anche pisolini regolari di oltre 30 minuti al giorno contribuirebbero a rendere più probabile l’ictus, con un incremento di probabilità del 25% per chi fa sonnellini di oltre 90 minuti.

Dormire troppo agisce sui fattori di rischio di ictus

Secondo Xiaomin Zhang, uno degli autori dello studio pubblicato sulla rivista dell’American Academy of Neurology, spiega che “sono necessarie ulteriori ricerche per capire come pisolini prolungati e più ore di sonno durante la notte potrebbero essere legati a un rischio maggiore di ictus, anche se studi precedenti hanno già dimostrato come i ‘dormiglioni’ siano protagonisti di cambiamenti sfavorevoli nei livelli di colesterolo e di un aumento della circonferenza, entrambi fattori di rischio per l’ictus”. Partendo da queste conoscenze, i ricercatori hanno seguito per sei anni 31.750 persone dall’età media di 62 anni, senza alcun precedente di ictus, studiandone le abitudini legate al sonno e lo stile di vita. Stando a quanto osservato dal team cinese, i 1557 casi di attacco cerebrale verificatisi nel periodo di monitoraggio presentavano un comune denominatore: le ore di sonno sembravano giocare un ruolo rilevante, incrementando il rischio di ictus.

L’associazione tra il sonno e il rischio ictus

L’associazione notata dai ricercatori riguardava sia il sonno notturno che quello durante la giornata. In particolare, chi dormiva nove o più ore durante la notte possedeva un rischio maggiore del 23% di incorrere in un attacco cerebrale, mentre le probabilità salivano del 25% per chi, nel corso della giornata, effettuava pisolini di oltre 90 minuti. Combinando le due abitudini, secondo i risultati dello studio il rischio di ictus crescevano addirittura dell’85% rispetto ai soggetti abituati a dormire o riposarsi meno. Per i ricercatori anche la qualità del sonno sarebbe un fattore determinante, dato che lo studio attribuiva un +29% di probabilità dell’evento cerebrale tra chi dichiarava di non dormire in modo soddisfacente. Tuttavia, avvertono gli autori, i risultati non dimostrano un nesso causa effetto ma soltanto un’associazione, seppur significativa. In futuro altri studi saranno chiamati a superare i limiti di questo lavoro, che ha raccolto le informazioni sul sonno da questionari, e non registrandole direttamente, senza considerare abitudini come il russare o l’apnea notturna. 

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