Alzheimer, ecco il farmaco che può arrestare il declino della mente

Salute e Benessere

Si tratta di 'aducanumab', un anticorpo specifico contro la proteina tossica beta-amiloide, che l'azienda Biogen ha proposto alla Fda perchè venga messo in commercio nel 2020 negli Stati Uniti

La lotta all’Alzheimer si può arricchire di una nuova speranza e di una nuova arma per contribuire a contrastare il progredire della malattia. Il merito è dell'azienda statunitense Biogen, fondata nel 1978 e oggi una delle prime realtà biotecnologiche al mondo, che ha deciso di chiedere alla Food and Drug Administration, l’organo che regola l’utilizzo dei farmaci negli Stati Uniti, l'autorizzazione per il commercio del farmaco sperimentale 'aducanumab'. Si tratta di un anticorpo specifico contro la proteina tossica 'beta-amiloide", da sempre la principale indiziata nella comparsa della demenza dovuta al morbo di Alzheimer.

In commercio dall’inizio del 2020?

Dopo un’approfondita serie di analisi, l'azienda è arrivata alla conclusione che con un certo dosaggio l'anticorpo effettivamente funzioni, rallentando la progressione del declino mentale cui l'Alzheimer inesorabilmente condanna i malati che colpisce. Da qui la decisione dell’annuncio che prevede una richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio, negli Stati Uniti, a partire dall’inizio del 2020. "Siamo fiduciosi nella prospettiva di offrire ai pazienti la prima terapia che riduce il declino clinico dell'Alzheimer", ha dichiarato l'amministratore delegato della Biogen, Michel Vounatsos.

I miglioramenti nei pazienti dei test

Biogen spiega, in una nota ufficiale, che i pazienti sottoposti alle analisi e che hanno ricevuto ‘aducanumab’ hanno ottenuto significativi benefici nei parametri cognitivi e in funzioni come la memoria, l’orientamento e il linguaggio. Non solo, ma i pazienti hanno ottenuto anche benefici in particolari attività della vita quotidiana, come l’esecuzione di lavori domestici e la gestione degli spostamenti in modo autonomo fuori dalle mura domestiche. Per questo motivo, se approvato in via ufficiale dalla Fda, aducanumab diventerebbe la prima terapia autorizzata per ridurre il declino clinico nella malattia di Alzheimer e sarebbe anche il primo trattamento a dimostrare che la rimozione di beta-amiloide genera benefici clinici. “Di fronte a una patologia così devastante, che colpisce decine di milioni di persone del mondo, l’annuncio di Biogen rappresenta davvero una speranza nella lotta contro la malattia di Alzheimer. Si tratta del risultato di una ricerca innovativa che testimonia la tenacia dell’azienda a perseguire la scienza lavorando nell’interesse dei pazienti”, ha aggiunto poi Vounatsos.

Dialoghi con le autorità di altri Paesi

L’azienda americana, si legge, punta a rendere disponibile aducanumab in un primo momento per i pazienti precedentemente arruolati negli studi clinici ma sottolinea che continuerà a dialogare con le autorità regolatorie di altri Paesi, tra cui Europa e Giappone, al fine di rendere effettiva la disponibilità di questo anticorpo sul mercato.  

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