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Gravidanza, gli effetti dei problemi di coppia sul comportamento del bimbo

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2' di lettura

Secondo uno nuovo studio dell’Università di Cambridge non sarebbero solo le condizioni emotive della madre durante la gestazione e dopo il parto a influire sul temperamento dei piccoli, ma anche la qualità della relazione dei genitori 

La qualità della relazione dei genitori, sia prima che nei mesi successivi alla nascita del bimbo, andrebbe ad incidere sul comportamento del figlio nei suoi primi due anni di vita. A suggerirlo sono i risultati di un nuovo studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Cambridge, Birmingham, New York e Leida, che ha esaminato per la prima volta l’influenza del benessere delle madri e dei padri sul bebè.
Non sarebbero solo le condizioni emotive della madre durante la gravidanza e dopo il parto a influire sul temperamento dei piccoli, ma anche i problemi e i litigi di coppia.

Lo studio nel dettaglio

Per compiere lo studio, pubblicato sulla rivista specializzata Development & Psychopathology, i ricercatori hanno monitorato un campione composto da 438 coppie britanniche, americane e olandesi, dalla gestazione fino ai due anni di vita del nascituro.
Ai partecipanti è stato chiesto di compilare periodicamente appositi questionari dove indicare nel dettaglio sia i sintomi personali di ansia e depressione nel corso del test, che la qualità della relazione di coppia.

Risultati della ricerca

È così emerso che le madri che soffrono di stress e ansia nel periodo prenatale avrebbero maggiori probabilità che i loro bimbi mostrino problemi comportamentali come collera, irrequietezza e tendenza ad essere dispettosi, entro il compimento dei due anni di età.
Inoltre, i piccoli con genitori con problemi di relazione correrebbero un maggior rischio di presentare problemi emotivi a 24 mesi dalla nascita, risultando più capricciosi, preoccupati, frenetici, paurosi e particolarmente appiccicosi nelle nuove situazioni.
“Il nostro studio si basa su un campione relativamente ampio ed è unico perché entrambi i genitori hanno risposto alle stesse domande in ogni fase, il che ci ha permesso di fare confronti diretti”, spiega Claire Hughes del Center for Family Research di Cambridge, principale autrice dello studio.
"I nostri risultati evidenziano la necessità di un supporto più rapido ed efficace per le coppie per prepararle meglio al passaggio alla genitorialità”. 

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