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La gola artificiale che aderisce al collo come un tatuaggio temporaneo

Salute e Benessere
Gola (Getty Images)

Si tratta di una tecnologia unica nel suo genere, sviluppata dai ricercatori dell’Università di Pechino, che in futuro molto probabilmente potrà essere di grande aiuto per tutte le persone con lesioni alle corde vocali 

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Un team di ricercatori dell’Università di Pechino ha sviluppato una gola artificiale che, se attaccata al collo come un tatuaggio temporaneo, può trasformare i movimenti della gola in suoni.
Si tratta di una tecnologia unica nel suo genere, che in futuro molto probabilmente potrà essere di grande aiuto per tutte le persone con lesioni alle corde vocali.
Il punto di partenza è stato un prototipo precedente, sviluppato dal team coordinato da He Tian, ​​Yi Yang, Tian-Ling Ren, con simili funzioni ma di difficile utilizzo, in quanto troppo ingombrante e fastidioso per essere tenuto per troppe ore consecutive incollato alla gola.

Prototipo flessibile grande il doppio di un’unghia

Per realizzare la nuova sottile tecnologia, come descritto sulla rivista specializzata Acs Nano, gli esperti hanno inciso al laser il grafene su un sottile foglio di pellicola di alcol polivinilico. Sono così riusciti a realizzare un prototipo flessibile dalle dimensioni di circa il doppio di un’unghia del pollice. La tecnologia comprende dei sensori in grado di rilevare e misurare alcuni dei movimenti tipici della pelle, quali il battito del cuore e le pulsazioni, e di trasformarli in suoni. Le misurazioni sono permesse da una fascia da posizionare sul braccio dei pazienti, che integra un circuito, un microcomputer, un decoder e un amplificatore. Quest’ultima è collegata alla tecnologia tramite degli elettrodi. Per fare aderire la sottile gola artificiale alla pelle basta della semplice acqua.

Test su un volontario

Durante un test, i ricercatori hanno applicato l’innovativa gola artificiale su un paziente volontario al fine di valutare la sua effettiva efficacia. Sono così riusciti a dimostrare che la tecnologia è stata in grado di trasformare in suoni i segnali captati quando alla persona è stato chiesto di imitare con la gola il movimento richiesto per emettere alcune semplici parole, come ‘Ok’ e ‘No’. Secondo gli esperti, in futuro basterà insegnare agli individui muti come originare segnali con le gola per riuscire a tradurli in discorsi vocali.