Colesterolo cattivo, se troppo basso può raddoppiare il rischio di ictus

Salute e Benessere

È quanto emerge dai risultati di uno studio condotto dai ricercatori dell’Università della Pennsylvania, in collaborazione con i colleghi dell’Harvard Medical School di Boston, su 96 mila individui 

Il colesterolo cattivo (ldl) non è pericoloso solo quando è presente nell’organismo in concentrazioni elevate: quando i suoi livelli sono troppo bassi incrementa il rischio di ictus emorragico. È quanto emerge dai risultati di uno studio condotto dai ricercatori dell’Università della Pennsylvania, in collaborazione con i colleghi dell’Harvard Medical School di Boston, su 96 mila individui, le cui condizioni di salute sono state monitorate per nove anni tramite misurazioni annuali dei livelli di colesterolo nel sangue. Le conclusioni a cui è giunto il team di ricerca, guidato dal professor Xiang Gao, rispecchiano quelle formulate dagli esperti del Brigham and Women's Hospital di Boston, che pochi mesi fa hanno condotto una ricerca analoga su quasi 28 mila donne di età superiore ai 45 anni.

I livelli del colesterolo cattivo

Le conclusioni dei ricercatori indicano che i livelli di colesterolo ldl devono essere tenuti sotto controllo: quando sono troppo elevati rappresentano un pericolo per la salute cardiovascolare, in quanto sono associati a un rischio aumentato di infarto e ictus ischemico, mentre se scendono al di sotto dei 70 grammi per decilitro di sangue possono raddoppiare le probabilità di ictus emorragico. Gli autori dello studio, pubblicato sulle pagine della rivista Neurology, suggeriscono di mantenere i livelli di colesterolo cattivo al di sopra dei 79 milligrammi. Il consiglio è valido soprattutto per chi è già di per sé a rischio di ictus emorragico.

Gli effetti benefici delle proteine della soia

I risultati di uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Toronto, descritti sulla rivista Journal of the American Heart Association, indicano che le proteine della soia potrebbero essere utili per abbassare sia il colesterolo ldl sia il colesterolo totale. Il consumo del legume permetterebbe di ridurre del 5% i livelli del colesterolo nell’organismo e, abbinato al consumo di altri cibi di origine vegetale (come noci, proteine vegetali, steroli vegetali e fibre viscose), consentirebbe di ottenere una riduzione dei fattori di rischio cardiovascolare del 30% circa.

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