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Individuata la possibile origine del legame tra obesità e depressione

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1' di lettura

Secondo uno studio, i grassi alimentari in circolo si accumulano nella regione cerebrale dell'ipotalamo, influenzando in questo modo i segnali neurologici chiave che portano allo sviluppo del disturbo psichico 

Che esista un legame tra obesità e depressione ormai è un dato di fatto, ma i suoi meccanismi restano ancora pressoché sconosciuti agli esperti. In passato, alcuni studi avevano suggerito la possibilità che i due disturbi fossero legati da fattori genetici, ma ora una nuova ricerca, pubblicata sulla rivista Translational Psychiatry, avanza un’ipotesi alternativa. Secondo gli studiosi dell’Università di Glasgow, infatti, la connessione tra le due condizioni potrebbe essere dovuta ai grassi alimentari che, trasportati dal sangue, si accumulano nel cervello, influenzando in questo modo i segnali neurologici collegati alla depressione.

I risultati della ricerca

I ricercatori dell’università scozzese hanno sottoposto alcuni topi da laboratorio a una dieta ad alto contenuto di grassi, monitorando il loro metabolismo. Al termine dell’esperimento, gli animali mostravano un notevole afflusso di acidi grassi nell’ipotalamo, un’area del cervello correlata al sistema metabolico e nota per essere connessa anche alla depressione. Gli esperti hanno osservato che questi composti organici erano in grado di influenzare direttamente le vie di segnalazione chiave all’origine dello sviluppo del disturbo psichico e hanno scoperto che, limitando l’enzima chiamato fosfodiesterasi, i sintomi della depressione legata all'obesità possono essere a loro volta ridotti.

Farmaci antidepressivi adatti a persone obese

La connessione che lega obesità e depressione è molto complessa. I pazienti che convivono con un eccessivo accumulo di grasso corporeo, infatti, spesso non rispondono ai comuni farmaci antidepressivi. In virtù di questo, i risultati della ricerca assumono maggiore interesse in quanto potrebbero indicare i bersagli dei futuri farmaci antidepressivi realizzati in maniera specifica per persone in sovrappeso e obese. “Usiamo spesso cibi grassi come conforto - spiega George Baillie, principale autore della ricerca - ma nel lungo periodo è probabile che ciò influisca negativamente sull'umore. Sappiamo - aggiunge - che una riduzione dell'assunzione di cibo grasso può portare a molti benefici per la salute, ma la nostra ricerca suggerisce che promuove anche una disposizione ad essere più felici”.

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