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Candida Auris, i sintomi dell’infezione resistente ai farmaci

I Titoli delle 8 del 9/4

3' di lettura

Il fungo colpisce prevalentemente i pazienti con un sistema immunitario debilitato o con malattie croniche (come il diabete). Si diffonde soprattutto all’interno delle strutture sanitarie 

Candida Auris è un fungo lievitiforme in grado di causare infezioni particolarmente insidiose per le persone con un sistema immunitario debilitato (come chi soffre di una malattia cronica o ha da poco subito un intervento). È caratterizzato da un elevato grado di contagiosità e da una forte resistenza ai farmaci antimicotici.

Dov’è diffusa?

Dopo essere stato scoperto per la prima volta nel 2009 nell’orecchio di una 70enne giapponese, negli ultimi anni il fungo si è rapidamente diffuso in molti Paesi. In Europa, la prima infezione si è verificata a Londra, all’interno di un ospedale cardiologico. Tra aprile 2015 e luglio 2016 si sono registrati 50 contagi nel Vecchio Continente. I Centers for Disease Control and Prevention (CDC), gli organismi di controllo della sanità pubblica degli Stati Uniti, hanno definito Candida Auris una “minaccia impellente”. Negli Usa sono stati accertati quasi 600 casi, di cui più di 300 nel solo stato di New York. Uno studio pubblicato su Eurosurveillance indica che tra il 2013 e il 2017 non sono state segnalate infezioni di Candida Auris in Italia. Un dato confermato anche dalle statistiche pubblicate dal New York Times.

Quali sono i sintomi di Candida Auris?

Le infezioni da Candida Auris sono accompagnate da bruciore, difficoltà a deglutire, dolori muscolari, febbre e affaticamento. Esistono altre malattie caratterizzate da dei sintomi simili, tra cui l’influenza: questa caratteristica rende difficoltosa una diagnosi tempestiva della patologia. Neppure i test di laboratorio consentono di individuare il fungo con facilità: può essere facilmente scambiato con la Candida comune, molto più conosciuta e diffusa.

Come si diffonde?

Una delle caratteristiche più insidiose di Candida Auris è la sua capacità di trasmettersi indirettamente da una persona all’altra. Si diffonde soprattutto all’interno delle strutture sanitarie, dove può contaminare ogni superficie (inclusi i muri e il soffitto) e tutti gli oggetti di uso comune, tra cui i letti dei pazienti, i telefoni e le tende. È per questa ragione che gli esperti consigliano di pulire le stanze degli ospedali con prodotti a base di cloro e vapori di perossido di idrogeno e di decontaminare la pelle con disinfettanti a base di clorexidina. Chi è in buona salute corre un basso rischio di contrarre un’infezione. Le probabilità sono maggiori per chi soffre di malattie croniche (come il diabete mellito) o si è recentemente sottoposto a un intervento chirurgico.

Perché è letale?

Quasi la metà delle persone contagiate da Candida Auris perde la vita dopo circa tre mesi. Matthew Fisher, docente di epidemiologia dei funghi presso l’Imperial College di Londra, spiega che tutto ciò che possono fare i medici per curare i pazienti è ricorrere agli antimicotici, ma purtroppo il fungo è in grado di resistere alla maggior parte dei trattamenti.

L’origine di Candida Auris

Finora gli esperti di sanità non sono stati in grado di determinare con precisione l’origine di Candida Auris. Sono però in molti a ipotizzare che il fungo abbia sviluppato una resistenza fuori dal comune a causa dell’intenso uso degli antifungini sulle colture. Gli specialisti dichiarano che questo abuso deve cessare e che per combattere la minaccia rappresentata dai funghi e dai batteri resistenti ai farmaci è necessario creare delle nuove potenti medicine. 

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