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Sla colpisce 6 volte di più i calciatori di serie A

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Nel calcio professionistico ci si ammala di più e molto prima di Sclerosi laterale amiotrofica. Lo rivela un nuovo studio epidemiologico svolto dai ricercatori dell’Istituto Mario Negri di Milano. L’insorgenza della patologia tra i giocatori si attesta sui 43 anni

Da Stefano Borgonovo a Gianluca Signorini. In comune: un posto d'onore nelle collezioni di figurine, una vita dedicata al pallone su e giù per il rettangolo di gioco, e una morte prematura stroncati da una malattia crudele, Sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Per anni è stata chiamata proprio per questo la 'malattia dei calciatori'. Ma l'eventuale legame è sempre rimasto avvolto nel mistero e si è rimasti fermi a quella che viene definita una diffusa convinzione. Convinzione confermata ora da un nuovo approfondito  studio epidemiologico targato Istituto di ricerche farmacologiche  Mario Negri di Milano: nel calcio professionistico ci si ammala di più e molto prima. E in Serie A il rischio sale di 6 volte.

La ricerca

La ricerca è stata condotta da Ettore Beghi ed Elisabetta Pupillo, entrambi scienziati dell'Irccs del capoluogo lombardo, in collaborazione con Letizia Mazzini dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Novara e con Nicola Vanacore dell'Istituto Superiore di Sanità. I risultati saranno presentati a Filadelfia al meeting annuale dell'American Academy of Neurology (in programma dal 4 al 10 maggio 2019). 

Lo svolgimento della ricerca

Nella fase iniziale dello studio, i ricercatori hanno esaminato i nominativi dei calciatori presenti negli album di figurine Panini, a partire dalla stagione 1959-1960 fino a quella del 1999-2000. Hanno così individuato 23.875 calciatori dei campionati italiani di Serie A, B e C, seguiti fino al 2018 dagli esperti dell’Istituto Mario Negri. Nella finestra temporale presa in considerazione dagli autori della ricerca sono stati accertati 32 casi di Sclerosi laterale amiotrofica. I più colpiti dalla patologia sono i centrocampisti (14), seguiti dai difensori (9), dagli attaccanti (6) e dai portieri (3).

Rischio sei volte maggiore per i giocatori di serie A

“La nostra ricerca evidenzia che il rischio di Sclerosi laterale amiotrofica tra gli ex-calciatori è circa due volte superiore a quello della popolazione generale”, spiega Ettore Beghi, ricercatore dell’Istituto Mario Negri. “Tra gli ex giocatori della serie A il rischio è addirittura sei volte maggiore rispetto alla popolazione generale”, prosegue l’esperto. “Inoltre, dai risultati che abbiamo ottenuto emerge che i calciatori si ammalano di Sla in età più giovane rispetto a chi non ha mai giocato a calcio. L’insorgenza della malattia tra i giocatori di calcio di attesa sui 43,3 anni, mentre quella della popolazione generale in Italia è di 65,2 anni”. 

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