Creati dei mini reni in laboratorio grazie alle cellule staminali

Salute e Benessere
Cellule staminali (Ansa)

Gli organoidi sono stati realizzati da un gruppo di ricercatori dell’Università di Utrecht. Consentiranno di studiare varie patologie renali 

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Utrecht, nei Paesi Bassi, è riuscito a creare dei reni in miniatura utilizzando le cellule dell’urina. Si tratta di un risultato che apre le porte a nuove terapie meno costose per i pazienti che soffrono di patologie renali. I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista specializzata Nature Biotechnology, rivelano che la realizzazione dei reni è stata possibile grazie al processo di coltura delle cellule staminali pluripotenti, lo stesso con cui in passato sono state create in laboratorio versioni semplificate e miniaturizzate di fegato, pancreas, polmoni e intestino. Oltre a essere più piccoli, gli organoidi svolgono anche un numero di funzioni limitato rispetto agli organi originali.

La funzione dei mini reni

Nel corso dello studio, i ricercatori dell’Università di Utrecht sono ricorsi per la prima volta a delle cellule staminali adulte prelevate direttamente dal paziente. Sorprendentemente, anche le cellule dell’urina si sono rivelate adatte allo scopo. Hans Clevers, autore della ricerca e professore di genetica molecolare all’Università di Utrecht, spiega che i mini reni potranno essere utilizzati per studiare vari disturbi, tra cui le malattie renali ereditarie e il cancro. Inoltre, svolgendo dei test sugli organoidi gli scienziati potrebbero scoprire un trattamento efficace per le infezioni virali che talvolta colpiscono i pazienti con patologie dei reni che si sottopongono a un trapianto.

Gli effetti delle bevande gassate sui reni

Un altro studio, recentemente pubblicato sull’American Journal of Physiology-Regulatory, Integrative and Comparative Physiology, ha rivelato che bere bibite gassate al termine di uno sforzo fisico particolarmente intenso, come una lunga corsa, può danneggiare i reni. Per giungere a questa conclusione, gli esperti hanno chiesto a 12 persone in salute di correre su un tapis roulant per 45 minuti: al termine dell’esercizio, metà dei partecipanti hanno bevuto una bevanda a base di soda, mentre gli altri si sono rinfrescati con della semplice acqua. Dopo aver effettuato varie analisi, i ricercatori hanno individuato due biomarcatori associati al danno renale acuto nei pazienti a cui è stata fornita una bevanda gassata. 

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