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Bambini curati dall'Intelligenza Artificiale: precisione oltre il 90%

I titoli di Sky TG24 delle 13 del 11/02/2019

3' di lettura

Il sistema di apprendimento automatico ideato tra Cina e Stati Uniti aiuta il pediatra: ha analizzato oltre 1 milione di cartelle cliniche e eseguito diagnosi accurate sui bimbi 

La collaborazione tra tecnologia e medicina potrebbe presto contribuire a ridurre al minimo gli errori nelle diagnosi, individuando più rapidamente i problemi senza il rischio di sottoporre i pazienti a terapie poco adatte. È questo l’orizzonte tracciato da un nuovo sistema messo a punto da ricercatori cinesi e statunitensi, che grazie all’Intelligenza Artificiale è in grado gestire enormi quantità di dati clinici per poi diagnosticare con precisione diversi tipi di malattie. La nuova tecnologia, descritta su Nature Medicine, è stata testata con successo in ambito pediatrico, riconoscendo in modo automatico malattie che colpiscono piuttosto spesso i pazienti più giovani.

L’apprendimento automatico diventa pediatra: ecco come

Una giusta diagnosi per una cura efficace. Riconoscere i sintomi di un paziente è senza dubbio un passaggio chiave, che in alcuni casi è soggetto però a diverse variabili, tra cui l’esistenza di avvisaglie simili per varie malattie o il tentativo dei medici di essere ‘sistematici’, basandosi su casi precedenti. I ricercatori dell’Università della California di San Diego e della Yitu Technology di Guangzhou hanno individuato nell’Intelligenza Artificiale la possibile soluzione al problema: il team ha ‘allenato’ un sistema basato sull’apprendimento automatico (machine learning) utilizzando le cartelle cliniche di 1.3 milioni di pazienti con meno di 18 anni di un importante centro medico di Guangzhou. Il materiale sottoposto all’algoritmo comprendeva sia testi scritti dai dottori che i risultati di test clinici.

Intelligenza Artificiale in aiuto dell’uomo


Secondo Kang Zhang, a capo del gruppo di ricerca, la volontà di utilizzare l’Intelligenza Artificiale in aiuto della medicina nasce da una considerazione: “In un giorno molto intenso si possono visitare anche 80 pazienti, ottenendo moltissime informazioni. Ecco perché noi dottori, in quanto umani, possiamo fare degli errori. L’AI non deve dormire, ha una grande memoria e non perde energia”. Dopo aver ‘nutrito’ il sistema di Intelligenza Artificiale con i dati clinici, i ricercatori lo hanno utilizzato per effettuare diagnosi di mononucleosi, rosolia, influenza, varicella e malattia mani-piedi-bocca su nuovi pazienti. La tecnologia ha interpretato in modo corretto i sintomi con una precisione tra il 90 e il 97%: in seguito a un confronto, si tratta di un risultato migliore di quello raggiunto da alcuni pediatri con pochi anni di esperienza, mentre i più esperti sono stati persino più precisi del machine learning. L’esperimento apre dunque le porte alla possibilità che l’Intelligenza Artificiale affianchi i dottori per ottenere diagnosi sempre più accurate, in modo particolare in casi di emergenza al pronto soccorso: “Se ci sono dati sufficienti - spiega Zhang - l’AI dovrebbe essere in grado di dire se ci si trova di fronte a situazioni urgenti o se è soltanto un raffreddore”.

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