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Vivere con un cane ‘ipoallergenico’ non riduce il rischio d’asma

I titoli di Sky Tg24 delle 10 del 21/11

2' di lettura

Lo ha dimostrato uno studio svedese, condotto dal Karolinska Institutet e dall'Università di Uppsala su 23.600 bambini nati tra il 2001 e il 2004 

Uno studio svedese, condotto dal Karolinska Institutet e dall'Università di Uppsala, ha dimostrato che vivere con un cane che non perde il pelo non riduce il rischio di asma. È stato così sfatato un luogo comune piuttosto diffuso. I ricercatori hanno svolto delle analisi su 23.600 bambini nati in Svezia tra il 2001 e il 2004 che sono cresciuti assieme a dei cani. Gli animali sono stati classificati per sesso, razza, numero, taglia e presunta ‘ipoallergenicità’. I risultati ottenuti hanno permesso agli studiosi di determinare che il 5,4% dei bambini del campione ha sviluppato l’asma entro i sei anni d’età. La malattia respiratoria è caratterizzata da un’infiammazione cronica delle vie aeree e solitamente è causata da una reazione allergica. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports.

Le differenze tra gli esemplari maschili e femminili

Lo studio ha evidenziato che i bambini che sono cresciuti con dei cani femmina in casa presentano un rischio di asma inferiore del 16% rispetto a quelli che hanno condiviso l’abitazione con esemplari di sesso maschile. “Il sesso del cane può influenzare la quantità di allergeni rilasciati, e sappiamo che i cani maschi non castrati esprimono più di un particolare allergene rispetto ai cani castrati e alle femmine", spiega Tove Fall, ricercatore dell’Università di Uppsala.
I risultati della ricerca hanno comunque dimostrato che il rischio di sviluppare l’asma è lo stesso per i bambini che crescono con un cane maschio in casa e per quelli che non possiedono animali domestici.

Le razze ‘ipoallergeniche’

Tra i bambini coinvolti nello studio, quelli con dei genitori con asma o allergie vivevano spesso con dei cani appartenenti alle cosiddette razze ‘ipoallergeniche’. I ricercatori hanno rilevato che l’esposizione a questi animali è associata a un rischio di allergia maggiore del 27%, ma non a una probabilità più elevata di sviluppare l’asma.
La conclusione è che la tendenza di un cane a perdere o no il pelo non ha alcun impatto sul disturbo respiratorio.

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