La carenza di ferro e i possibili legami con le malattie croniche

Salute e Benessere
Medici (Ansa)
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A darne l’allarme sono gli esperti della Società Italiana di Medicina Interna (Simi) in occasione del 119° congresso, tenutosi nella capitale italiana

L’anemia da carenza di ferro, sebbene interessi il 25% della popolazione mondiale, è un problema troppo spesso sottovalutato. A darne l’allarme sono i medici della Società Italiana di Medicina Interna (Simi) in occasione del 119° congresso, tenutosi nella capitale italiana.
L’anemia sideropenica, la carenza alimentare più diffusa in tutta la popolazione globale, è responsabile di oltre 800mila decessi ogni anno.
Sebbene per diagnosticarla bastino dei semplici esami del sangue, la sua presenza viene approfondita, tramite terapie specifiche, solo in un caso su 3.
Secondo gli esperti, i medici sono soliti sottovalutare l’eventuale scarsità di ferro, prendendo in considerazione solamente le casistiche nelle quali i livelli di emoglobina sono particolarmente allarmanti.

L’anemia sideropenica

L’anemia da carenza di ferro, nonostante sia diffusa anche tra i più piccoli, interessa soprattutto gli individui con età superiore ai 65 anni, in quanto il problema è solito aumentare con l’età.
Sono più di due milioni gli anziani con malattie croniche respiratorie, cardiache e intestinali a presentare bassi livelli di ferro nel sangue.
“Negli ultimi anni si sta osservando che la carenza di ferro nei non più giovani rappresenta non solo un fattore predittivo delle malattie croniche, ma ne aggrava anche il decorso, aumentando il rischio di mortalità e riospedalizzazione”, spiegano gli esperti.

Legami tra sideropenia e malattie croniche

I medici della Simi, per indagare approfonditamente il legame tra la sideropenia e alcune tra le più frequenti malattie croniche, hanno deciso di intraprendere un innovativo studio multicentrico che prenderà in esame più di 2mila pazienti.
“Attualmente si hanno a disposizione diverse strategie terapeutiche innovative per far fronte a questo problema, ma è necessario aumentarne la conoscenza, anche tra i medici”, spiega il presidente della Simi Antonello Pietrangelo, coordinatore della ricerca.
Il direttore della Divisione Medicina Interna del Policlinico di Modena, oltre a incentivare la sensibilizzazione di pazienti e medici riguardo questa tematica, ci tiene a sottolineare che esistono dei farmaci in grado di innalzare rapidamente il livello di ferro nel sangue tramite delle semplici iniezioni.

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