Obesità, scoperto l'interruttore bruciagrassi che si attiva col freddo

Lo studio è stato condotto dall'istituto per la ricerca sul cancro Dana-Farber di Boston (Getty Images)
2' di lettura

Secondo i ricercatori, il succinato, aiuta a tenere sotto controllo il consumo delle calorie e potrebbe essere utile nella lotta contro l'aumento di peso. In Italia un bambino su cinque soffre di questa patologia

Importante scoperta per la lotta all'obesità. Un team di ricercatori statunitensi ha svelato che una sostanza prodotta dal metabolismo umano è in grado di bruciare i grassi e aiutare a tenere sotto controllo il proprio peso.

Il succinato

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, è stato condotto dall'istituto per la ricerca sul cancro Dana-Farber di Boston. Il contributo centrale del lavoro è la scoperta delle qualità del succinato, una sostanza prodotta dal nostro metabolismo che si risveglia con il freddo e, una volta entrata in azione, aiuta a tenere sotto controllo il consumo di calorie e la temperatura corporea.

La scoperta

I ricercatori, diretti da Edward Chouchani, hanno individuato le qualità del succinato passando in rassegna tutte le sostanze prodotte dal metabolismo presenti nel tessuto adiposo bruno, quello che favorisce il consumo delle calorie (contrariamente a quanto fa il tessuto bianco, che invece le accumula). In questo modo hanno scoperto che la sostanza bruciagrassi viene rilasciata nel flusso sanguigno dall'attività muscolare ed è poi immagazzinata dal tessuto adiposo bruno.

Gli esperimenti sui topi

Gli esperimenti condotti sui topi hanno dimostrato che, una volta immagazzinato in questo tessuto bruciagrassi, il succinato aumenta la temperatura e favorisce il consumo delle calorie. La scoperta si annuncia dunque come un importante risultato nella lotta all'obesità, almeno a giudicare dai risultati dei test condotti dal team di Chouchani: è infatti bastato far bere ai topi dell'acqua "corretta" con il succinato per non far ingrassare nemmeno quelli sottoposti a una dieta ricca di grassi. Una scoperta che segue quella di un paio di mesi fa, quando l'American University aveva individuato un recettore bruciagrassi nel cervello dei topi. Il prossimo passo sarà capire i possibili sviluppi nella lotta contro l'obesità. Un tema molto importante anche in Italia, se si considera che nel nostro Paese ne soffre un bimbo su cinque.

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