Scoperto recettore brucia-grassi nel cervello dei topi

Il recettore individuato nel cervello dei topi sarebbe coinvolto anche nei processi metabolici (archivio Getty Images)
2' di lettura

Potrebbe diventare in futuro il "bersaglio" di farmaci per combattere l'obesità. La scoperta si deve al gruppo di ricerca dell'American University

Lo stesso recettore che modera la dipendenza da nicotina nel cervello sarebbe coinvolto nella regolazione del metabolismo e potrebbe, quindi, contribuire a bruciare i grassi. È stato identificato nel cervello dei topi da un gruppo di ricerca dell'American University guidato da Alexander Zestos. Se questa funzione dovesse essere confermata anche nell'uomo, il recettore potrebbe diventare, in futuro, il "bersaglio" di farmaci per combattere l'obesità. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Medicine.

Il recettore della nicotina

Il recettore identificato dai ricercatori americani è indicato con la sigla "CHRNA2". Coinvolto nella regolazione dei processi metabolici oltre che nella moderazione della dipendenza da nicotina, controlla il funzionamento del tessuto adiposo bruno, ovvero quello che ha il compito di bruciare i grassi. Questi costituisce l'organo adiposo insieme al tessuto bianco che - invece - accumula i grassi. Il funzionamento del tessuto bruno, il cui colore è dovuto all'alta concentrazione di ferro, è ancora sconosciuto. Solo recentemente si è scoperto del suo ruolo chiave nel metabolismo e che è presente anche negli adulti, oltre che nei neonati. 

La scoperta nel cervello dei topi

Grazie allo studio condotto sui topi, i ricercatori hanno scoperto che disattivando il recettore CHRNA2 nei roditori, questi aumentavano di peso. "Si tratta di una scoperta davvero eccitante", ha commentato Zestos. Fino a questo momento, infatti, si riteneva che il recettore regolasse solo la comunicazione tra i neuroni. "Non avevamo idea - ha aggiunto - che fosse attivo anche in queste cellule adipose". Questa scoperta apre le porte a numerosi nuovi quesiti. Ad esempio se la capacità di una persona di perdere o acquistare peso sia dovuta alla quantità di recettori presenti o al modo in cui funzionano. Il prossimo passo, quindi, sarà quello di analizzare altri recettori che svolgono un ruolo chiave nell'attivazione del tessuto adiposo, in modo da poter testare possibili terapie per combattere l'obesità favorendo la perdita di peso.

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