Scoperti cinque sottogruppi differenti del diabete

Una ricerca ha rivelato l'esistenza di 5 sottotipi di diabete: la scoperta permetterà di mettere a punto cure migliori (Foto: Archivio Getty Images)
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In un articolo pubblicato su Lancet il 1° marzo, i ricercatori sono andati oltre la suddivisione classica in tipo 1 e 2. La novità potrebbe aprire nuove strade nell’identificazione dei casi a rischio

Il diabete che colpisce gli adulti non è solo di tipo 1 o 2. Una ricerca pubblicata su Lancet ha rivelato l'esistenza di ben cinque sottotipologie differenti di una patologia che solo in Italia affligge 3,2 milioni di persone, secondo i dati Istat aggiornati al 2016.

Cosa sono il diabete di tipo 1 e 2

Al momento i medici diagnosticano due tipi di diabete, noti come tipo 1 e tipo 2. Entrambe le forme sono legate alla genetica. Il primo tipo è autoimmune, causato dalla mancanza dell'ormone dell'insulina e solitamente viene sviluppato nell'infanzia. La forma più comune invece è quello di tipo 2: in questo caso c'è una bassa produzione di insulina o il glucosio non viene assimilato correttamente dalle cellule dell'organismo. Questa variante solitamente si sviluppa nell'età adulta, causata principalmente da diete ricche di zuccheri in persone geneticamente disposte. La ricerca condotta da Leif Groop, professore di diabetologia ed endocrinologia all'Università di Lund, in Svezia, punta a rivoluzionare sia il modello di diagnosi sia le cure per la patologia.

La ricerca

I ricercatori hanno scoperto i 5 diversi sottotipi di diabete analizzando 8.980 casi diversi. I risultati sono stati poi incrociati con i dati di altri 5.795 adulti e altri tre database provenienti da Svezia e Finlandia. Si è scoperto che è possibile compilare una nuova classificazione, che comprenda cinque sottogruppi geneticamente distinti con numerose differenze, incluse l'età in cui ciascuno di essi tende a manifestarsi e i sintomi della patologia. All'interno del diabete di tipo 1, riferito alla forma autoimmune, ci sarebbe un'altra forma più tardiva. Sotto la categoria tipo 2, ricadrebbero invece quattro forme distinte, che si differenziano soprattutto per la gravità in cui si possono manifestare. Le "nuove" categorie sono state individuate utilizzando come parametri il glucosio presente nel sangue, l'età del paziente al momento della diagnosi, l'indice di massa corporea, la presenza di determinati anticorpi e la sensibilità all'insulina.  

Le categorie e le nuove prospettive

Le categorie classificate sono state ribattezzate con altrettanti acronimi. Said (diabete forte autoimmune), Sidd (diabete forte relazionato alla deficienza di insulina), Sird (diabete forte relazionato alla resistenza all'insulina), Mod (diabete tenue relazionato all'obesità), Mard (diabete tenue relazionato all'età). Circa il 40% dei diabetici presenti nei registri nazionali svedesi rientrerebbe in quest'ultima categoria. La nuova classificazione permetterà anche di considerare e tarare le cure sui diversi gradi di rischio, circa le complicazioni che il diabete porta con sé, come ad esempio malattie relative all'apparato renale. Inoltre, questi risultati spiegano anche perché le terapie abbiano effetti diversi sui pazienti. Per questo, potrebbe essere sempre più facile programmare terapie su misura per ogni tipo di paziente, assicurandogli una migliore qualità della vita durante i ldecorso della malattia.

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