Delitto di via Poma, Comune intitolerà strada a Simonetta Cesaroni

Lazio

"Il Comune di Roma Capitale su proposta del consigliere Antonio Stampete ha deciso di intitolare a Simonetta Cesaroni una strada: Largo Gancia. Un luogo chiave di questa assurda storia". E' quanto annuncia il parlamentare del Pd, Roberto Morassut

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"Il Comune di Roma Capitale su proposta del consigliere Antonio Stampete ha deciso di intitolare a Simonetta Cesaroni una strada: Largo Gancia. Un luogo chiave di questa assurda storia". E' quanto annuncia il parlamentare del Pd, Roberto Morassut proprio nel giorno in cui ricorrono i 32 anni dall'omicidio di via Poma. Largo Gancia infatti è a poche centinaia di metri dal luogo dove venne trovata uccisa, da 27 coltellate, la 21enne romana. 

Il delitto

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Simonetta Cesaroni, 21 anni, viene uccisa il 7 agosto del 1990 negli uffici dell'Associazione Alberghi della gioventù in via Poma a Roma, dove lavorava come segretaria. L'autopsia, effettuata nei giorni successivi al delitto, accerta che la morte è avvenuta tra le 17:30 e le 18:30, ma il corpo viene ritrovato soltanto alle 22.30 dalla sorella Paola che, preoccupata, allerta il fidanzato e il datore di lavoro della ragazza e si reca insieme a loro nell'ufficio del quartiere Prati. La ragazza, stando agli esami, muore per un trauma alla testa, ma l’assassino infierisce sul suo corpo con un tagliacarte per 29 volte, con alcuni colpi che raggiungono il cuore, la giugulare e la carotide. Il cadavere viene ritrovato semi svestito.

Nonostante processi, sentenze, appelli e assoluzioni il delitto, uno dei più noti fatti di cronaca nera degli anni Novanta, è ancora senza un colpevole. Nel 2014 infatti, l’unico indagato per l’omicidio, l'ex fidanzato della vittima Raniero Busco, è stato assolto in via definitiva

Il post

"Il 7 agosto del 1990, nelle prime ore del pomeriggio, fu uccisa Simonetta negli uffici dell'Aiag di Via Carlo Poma - scrive in un post Morassut -. Un femminicidio sulle cui indagini vi furono troppi errori e evidenti depistaggi. Per questo ho proposto che il Parlamento se ne occupasse con una commissione d'inchiesta. In quell'ufficio o in quel palazzo c'era qualcosa che doveva restare coperto o qualcuno che doveva restare fuori dai riflettori".

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