Roma, la protesta dei lavoratori dei parchi divertimento in Piazza del Popolo. VIDEO

Lazio

L’Associazione Parchi Permanenti Italiani: “I personaggi dei cartoon più amati dai bambini scendono in piazza per difendere il diritto alla magia dei parchi divertimento e la dignità umana e professionale di oltre 60mila lavoratori tra occupati fissi, stagionali e dell’indotto”

Quest’oggi, in Piazza del Popolo, si è svolta la manifestazione dei lavoratori e dei proprietari dei parchi divertimento che si oppongono al rinvio delle riaperture fino al primo luglio, come previsto nel decreto anticovid del governo (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - MAPPE E GRAFICI DEI CONTAGI - LA SITUAZIONE NEL LAZIO E A ROMA - QUANDO MI VACCINO).

La protesta

La protesta “colorata”, con le mascotte dei parchi e diversi personaggi dei cartoon, ha dato voce all’intero settore con una folla di 350 persone, ovvero la rappresentanza dei lavoratori dell'Associazione Parchi Permanenti Italiani, le 230 strutture tra parchi a tema, avventura, acquatici e faunistici, chiusi ormai da ottobre e che oggi rischiano di perdere quasi l'intera stagione calda per un cronoprogramma che, a oggi, li terrà chiusi ancora fino all'1 luglio.
"L'atteggiamento del governo è miope - sottolinea il presidente dell'associazione e di Leolandia, Giuseppe Ira - Non riusciamo a capire quale siano le ragioni" di questa apertura ritardata, visto che "lavoriamo all'aria aperta e abbiamo ridotto a un terzo la nostra capacità".
"Dobbiamo restare chiusi e intanto però si continua con le attività di manutenzione per la sicurezza e la conservazione delle strutture", lamenta Guido Zucchi, ad di Magicland. "Perché possiamo aprire dopo i ristoranti al chiuso e le palestre? - domanda il direttore generale di Mirabilandia, Riccardo Marcante - Chiediamo più rispetto per le nostre 800 famiglie, che da aprile non hanno nessun sostegno. È inaccettabile". Non solo divertimento. "Noi siamo un'agenzia della salute - dice Manuela Lovo, direttrice di Acqua estate e presidente dello Sporting Club Noale - Lavoriamo con il cloro e a ottobre più di 100 controlli nelle piscine a livello nazionale hanno dimostrato che non c'è alcun pericolo".

Ira: "Stato si è dimenticato di aziende e lavoratori"

Il presidente dell'Associazione Parchi Permanenti Italiani e Leolandia, Giuseppe Ira, in nome di un settore che nel 2019 ha generato un giro d'affari complessivo di due miliardi di euro, con 25.000 posti di lavoro diretti (tra occupati fissi e stagionali) che arrivano a 60.000 addetti considerando l'indotto, e che nel 2020 ha visto precipitare i ricavi dell'80% con 10.000 posti di lavoro stagionali in fumo, ha dichiarato: "Abbiamo uno Stato che si è completamente dimenticato di noi come aziende e di voi come lavoratori. Uno Stato che non pensa a quanti di voi non hanno nemmeno più la disoccupazione o a quelli che con 650 euro al mese non ce la fanno più a mantenere la famiglia. L'1 luglio saremo l'ultimo comparto a riaprire, ma per quale motivo visto che lavoriamo all'aria aperta e abbiamo ridotto a un terzo la nostra capacità? Vogliamo aprire subito! L'atteggiamento del governo è miope e non riusciamo a capire quali siano le ragioni" di questa apertura ritardata. Ci fosse un rappresentante del Cts che si confronti con me per capire perché siamo così pericolosi. Senza contare - aggiunge - che i nostri competitor in Spagna hanno aperto da prima di Pasqua. In questo modo il Paese perde continuamente capacità di fare turismo. Il ministro Franceschini non mi ha mai incontrato e il suo braccio destro dice che noi non siamo spettacolo. E allora questo cos'è?", domanda indicando la piazza. "Dicono che non siamo cultura, ma la cultura non può essere solo Pompei, sito encomiabile, ma non adatto a un bambino di tre-cinque anni, che magari quest'inverno per il Covid ha perso il nonno. Noi siamo cultura, una cultura popolare, ma diretta. I nostri acquari, i rettilari, le nostre attrezzature sono edutainment. Non è un settore che può morire". Quanto ai numeri, aggiunge a margine Ira, "non esageriamo quando diciamo che 100.000 famiglie dipendono da noi. Solo con la biglietteria" in tempi normali "contiamo 400 milioni di incassi. Con il merchandising si arriva a un miliardo più un altro miliardo di indotto, che va dalle camere degli alberghi ai negozi vicini. Ci sono già cinque miei colleghi dei parchi, invece, che hanno dovuto praticamente regalare la propria struttura pur di uscirne".

La comunicazione dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani

Il comunicato dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani aderente a Confindustria, che annunciava la manifestazione odierna, recitava: “I personaggi dei cartoon più amati dai bambini scendono in piazza per difendere il diritto alla magia dei parchi divertimento e la dignità umana e professionale di oltre 60mila lavoratori tra occupati fissi, stagionali e dell’indotto, fortemente preoccupati per il loro futuro, a causa delle decisioni di un governo che ha sistematicamente ignorato le istanze della categoria”. Si citava inoltre la petizione No 1 Luglio, che “in pochi giorni ha già raccolto decine di migliaia di firme e continuerà anche dopo l’evento, allo scopo di anticipare il via libera ai parchi tematici e acquatici”. 

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