Covid, l'ex calciatore De Rossi ricoverato: "Ho avuto paura". Vaia: "Siamo ottimisti"

Lazio

"L'ex calciatore della Roma è stato ricoverato a causa di una polmonite - ha spiegato il direttore  sanitario dello Spallanzani -. Le sue condizioni sono attualmente buone e posso dire che siamo ottimisti"

Daniele De Rossi, ex centrocampista della Roma ricoverato giovedì sera all’ospedale Spallanzani a causa del Covid, parla delle proprie condizioni in un messaggio audio inviato ad amici e conoscenti e poi circolato sui social. "Sono venuto perché avevo troppi sintomi che non andavano via, ho la polmonite interstiziale bilaterale, non a un livello gravissimo però ce l'ho. Non è uno stadio al limite, ma non è neanche un covid da curare a casa", spiega l'ex campione del mondo aggiungendo che nei giorni scorsi si è "alzato dalla sedia ma senza farlo in maniera troppo veloce, normale come sempre e ho avuto un mezzo mancamento. Sentivo tutto ovattato, ho barcollato e mi sono messo paura, ho chiesto di fare un controllo. Sono venuto qui ed ho la polmonite interstiziale bilaterale", conclude. L'ex campione del mondo è risultato positivo dopo il focolaio covid nato la scorsa settimana all'interno della Nazionale di calcio. (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - LA SITUAZIONE NEL LAZIO - LA SITUAZIONE A ROMA - MAPPE E GRAFICI DEI CONTAGI

Vaia (Spallanzani): "Condizioni di De Rossi buone, siamo ottimisti"

Intanto il prof. Francesco Vaia, direttore sanitario dell'Istituto Spallanzani, ha detto ai microfoni di Radio Kisskiss Napoli che le condizioni di De Rossi "sono buone". "L'ex calciatore della Roma è stato ricoverato a causa di una polmonite - le parole di Vaia - Le sue condizioni sono attualmente buone e posso dire che siamo ottimisti". "De Rossi ha una polmonite, i motivi per il ricovero c'erano tutti. Ha tanta forza, tanta determinazione. Se continua così, la settimana prossima lascia l'ospedale - ha spiegato il prof. Vaia, intervenendo anche a Radio Punto Nuovo -. Questo mi consente di dire che per i giovani, diventa più semplice. La malattia si può sconfiggere, soprattutto se la becchiamo nei primi giorni. Oggi, il messaggio è: dateci più munizioni, più vaccini, più anticorpi monoclonali per combattere questa battaglia. Ci sono difficoltà di approvvigionamento, il Governo si sta muovendo, ma dobbiamo fare in fretta", conclude Vaia.

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