Spionaggio, convalidato l'arresto per Walter Biot. Il gip: "Documenti riservatissimi"

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Durante l'interrogatorio davanti al gip il capitano di fregata della Marina militare italiana, arrestato a Roma, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il difensore aveva chiesto al giudice gli arresti domiciliari. Biot: "Sono frastornato e disorientato ma pronto a chiarire la mia posizione"

Resta in carcere il 56enne Walter Biot (CHI È), il capitano di fregata della Marina militare italiana arrestato a Roma con l’accusa di aver consegnato a un militare dell'esercito russo documenti classificati in cambio di 5mila euro (COSA SAPPIAMO - LE PAROLE DELLA MOGLIE). Lo ha deciso il gip di Roma, Antonella Minunni, che ha sciolto la riserva al termine dell'udienza di convalida emettendo una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Biot è attualmente detenuto a Regina Coeli. Nel corso dell'interrogatorio di convalida e garanzia, che si è svolto da remoto dal carcere romano dopo l'arresto in flagranza martedì sera, il militare della Marina ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il difensore aveva chiesto al giudice gli arresti domiciliari mentre la Procura ha ribadito la misura del carcere. Biot è è accusato in particolare di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, spionaggio politico e militare, spionaggio di notizie di cui è stata vietata la divulgazione.

Biot: "Mai messa a repentaglio la sicurezza dello Stato"

"Sono frastornato e disorientato ma pronto a chiarire la mia posizione". È quanto affermato da Walter Biot davanti al gip di Roma nel motivare la decisione di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il militare, difeso dall'avvocato Roberto De Vita, ha contestato la ricostruzione della vicenda ma "ha chiesto tempo per raccogliere le idee" e quindi potere affrontare l'interrogatorio con gli inquirenti. 

In serata l'avvocato difensore ha dichiarato: "Il mio assistito sta attraversando un momento di profonda crisi, personale, familiare ed economica anche a causa delle gravi condizioni di salute della figlia". "Ci tiene a chiarire che non ha messo in alcun modo a repentaglio la sicurezza dello Stato e che questa vicenda verrà ridimensionata", ha aggiunto De Vita.

"Trovati documenti riservatissimi"

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Secondo l’accusa, Biot fotografava documenti classificati, cui aveva accesso perché in servizio allo Stato maggiore della Difesa, dal monitor del computer e li scaricava su una pennetta da consegnare al militare dell'esercito russo. Quest'ultimo in cambio avrebbe dato all’ufficiale italiano 5mila euro, denaro che è stato sequestrato - insieme alla scheda di memoria - al momento dello scambio in un parcheggio di Roma, dove sono intervenuti i carabinieri del Ros. Sono al momento 181 le foto di documenti cartacei classificati trovate nella scheda di memoria sequestrata ieri. Il dato emerge dall'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Roma, Antonella Minunni. L'analisi della memoria ha evidenziato la presenza anche di 9 documenti classificati come 'riservatissimi' e 47 di tipo 'Nato Secret'. L'ufficiale infatti, emerge dall'ordinanza, gestiva documenti coperti da segreto preordinati alla sicurezza dello Stato. Biot si occupava, tra l'altro, della proiezione degli assetti italiani della Difesa in teatri operativi esteri e anche di operazioni Nato, Ue e Onu. 

Il gip: "Tradita fiducia delle Istituzioni"

Nell'ordinanza del gip di Roma vengono inoltre evidenziate le "accurate modalità nell'agire, quali ad esempio l'inserimento della scheda Sd all'interno del bugiardino dei medicinali così come il fatto che dai telefoni in suo possesso non emergono appuntamenti o contatti con l'agente russo". Per il giudice sono "elementi sintomatici dello spessore criminale dell'indagato che non si è posto alcuno scrupolo nel tradire la fiducia dell'istituzione di appartenenza al solo fine di conseguire profitti di natura economica". Secondo il giudice poi le "modalità esecutive mostrano in maniera palmare l'estrema pericolosità del soggetto stante la professionalità dimostrata nel compimento delle suddette azione desumibile dai parecchi strumenti utilizzati (4 smartphone) e dagli accorgimenti adottati" nella condotta criminosa, secondo il gip non isolata né sporadica. 

Intanto la procura militare di Roma, diretta da Antonio Sabino, è in attesa di ricevere l'incartamento processuale relativo alla vicenda. Una volta acquisite le carte la procura militare potrebbe incardinare formalmente una propria inchiesta. I reati militari astrattamente configurabili a carico di Biot sono, in particolare, quelli di rivelazione di segreti militari e procacciamento di notizie segrete a scopo di spionaggio. In caso di conflitto di giurisdizione tra procure, sarà la Cassazione a scioglierlo - come già successo in altri casi - stabilendo di chi è la competenza. 

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Funzionari espulsi in volo verso Mosca

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A seguito della vicenda, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha convocato l’ambasciatore russo Sergey Razov, a cui ha comunicato l’espulsione dei due funzionari russi: si tratta, a quanto si apprende, di Alexey Nemudrov, addetto navale e aeronautico dell'ambasciata russa a Roma, e Dmitri Ostroukhov, impiegato nello stesso ufficio della sede diplomatica. I due, scortati da alcuni uomini in borghese, si sono imbarcati questa mattina sul volo della compagnia russa Aeroflot, decollato dall'aeroporto di Fiumicino intorno alle 12:30, con destinazione Mosca Sheremetyevo.

La cessione di documentazione classificata da parte di un ufficiale italiano a un ufficiale delle Forze Armate russe di stanza in Italia "è un atto ostile di estrema gravità" per il quale "abbiamo assunto immediatamente i provvedimenti necessari", ha detto Di Maio. La reazione da parte di Mosca non si è fatta attendere: "Naturalmente saremo costretti a rispondere in modo analogo. Vi sarà una risposta simmetrica", ha replicato il vice presidente della Commissione della Duma per gli Affari internazionali, Alexiei Cepa.

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