Coronavirus, un caso a Santa Marta: è la residenza di Papa Francesco

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 "Il malato, al momento asintomatico, è stato posto in isolamento, come anche coloro che sono venuti in contatto diretto con lui", riferisce il direttore della sala stampa vaticana, Matteo Bruni

Si registra un nuovo caso di Covid in Vaticano, questa volta a Santa Marta, la residenza del Papa. "Il malato, al momento asintomatico, è stato posto in isolamento, come anche coloro che sono venuti in contatto diretto con lui, e ha lasciato temporaneamente Casa Santa Marta, dove abitualmente risiede", riferisce il direttore della sala stampa vaticana, Matteo Bruni. (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - MAPPA E GRAFICI DEL CONTAGIO - LA SITUAZIONE NEL LAZIO)

I precedenti

approfondimento

Il cardinale Tagle è positivo al Covid: è un collaboratore del Papa

Non è la prima volta che la presenza del virus viene registrata all'interno della foresteria. Papa Francesco stesso è stato sottoposto a tampone già due volte. Lo scorso marzo, per appurare un suo eventuale contagio, venne eseguito il test per via di lievi sintomi da raffreddore. Il giorno dopo fu sempre Bruni a rassicurare: "il raffreddore diagnosticato al Santo Padre nei giorni scorsi sta facendo il suo corso, senza sintomi riconducibili ad altre patologie". Era stato lo stesso Bergoglio, 83 anni, a parlare della sua indisposizione, annunciando che che non sarebbe stato presente nei giorni successivi ad Ariccia per gli esercizi quaresimali con la curia romana.

Una seconda volta, il 26 marzo successivo, Bergoglio si sottopose al tampone dopo che un prelato in servizio alla Segreteria di Stato e anche lui residente a Santa Marta, come accaduto in questi giorni, risultò positivo al Covid-19. Il monsignore venne ricoverato al Columbus, la clinica gestita dal Policlinico Gemelli ed individuata in quelle settimane di lockdown come seconda struttura sanitaria Covid-19 a Roma oltre allo Spallanzani.

A settembre la positività del cardinale Tagle

Poco più di un mese fa il caso più clamoroso di contagio tra i collaboratori del Pontefice. Il cardinale filippino Luis Antonio Tagle, prefetto della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli e presidente di Caritas Internationalis, stretto collaboratore di papa Francesco, risultò contagiato e asintomatico il 12 settembre passato: lo certificò l'esito del tampone faringeo effettuato al suo arrivo a Manila. Tagle, 63 anni, arcivescovo di Manila fino all'anno scorso, il 29 agosto era stato ricevuto in udienza dal Pontefice. Il mercoledì successivo alla scoperta, lo stesso Papa  per la prima volta apparve in pubblico con la mascherina al suo arrivo all'udienza generale. Arrivato in auto al Cortile San Damaso con la protezione correttamente indossata su naso e bocca, la tolse per il tempo dell'udienza dopo essersi igienizzato le mani con il gel. "Non ammucchiatevi, per ognuno c'è la sua sedia per evitare i contagi" disse ai presenti che gli si stringevano attorno indietreggiando più volte. Raggiunta la certezza di non essere stato contagiato, successivamente Bergoglio volle dare un segnale di normnalità inviando un messaggio in vista della ripresa delle scuole. Un tweet: "Papa Francesco auspica che la ripresa dell'anno scolastico sia vissuta con grande senso di responsabilità, nella prospettiva di un rinnovato patto educativo, che veda protagoniste le famiglie e ponga al centro le persone".

 

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