Coronavirus, a Roma la manifestazione dei negazionisti: "Noi siamo il popolo"

Lazio
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Presso la Bocca della Verità il presidio contro la "dittatura sanitaria". I partecipanti, senza mascherina, hanno intonato l'inno nazionale sventolando bandiere tircolore. Speranza: "Piazza che fa rabbrividire". Sull'iniziativa è scontro politico tra Dem e M5s da una parte e centrodestra dall'altra

Sono scesi oggi in piazza, a Roma, i "negazionisti" del Coronavirus. Dietro un grandissimo tricolore e urlando "libertà", alcune decine di persone sono partite in corteo dal Circo Massimo, punto nel quale si erano radunate, e hanno raggiunto la Bocca della Verità, dove si è tenuto il raduno contro la "dittatura sanitaria”, al quale hanno preso parte circa 1.500 persone, secondo fonti della Questura. I partecipanti, senza mascherine, hanno intonato l'inno nazionale sventolando bandiere italiane. "Governo criminali assassini”, riportava uno dei cartelli esibiti. (LE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE)

“È la piazza del popolo italiano", ha detto al megafono una delle organizzatrici, a cui hanno fatto eco le parole di un altro manifestante: "Sono in piazza oggi perché sono un padre, perché sono un lavoratore e campo con 1.500 euro al mese e perché il lockdown e le vostre politiche economiche scellerate hanno ridotto alla fame me e la mia famiglia". Esposto anche uno striscione con scritto: "Noi siamo il popolo". Alcuni dei presenti hanno poi bruciato una foto di Papa Francesco e di Beppe Grillo, mentre tra la folla spiccavano bandiere per Donald Trump e una con la foto di Benedetto XVI.

Nelle prossime ore, la polizia scientifica analizzerà le immagini registrate nel corso della manifestazione per accertate e sanzionare eventuali inosservanze. (CORONAVIRUS: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI)

Una veduta della piazza - ©Ansa

Speranza: “Piazza di negazionisti fa rabbrividire”

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I negazionisti del Covid in piazza a Roma: "Noi siamo il popolo". FOTO


Alla manifestazione hanno partecipato tante realtà, come il "Popolo delle mamme" e Forza Nuova, ma anche estremisti di sinistra, no vax e famiglie con bambini. "Siamo in guerra e chi ce la sta dichiarando non sta risparmiando nessuno", si legge su una delle pagine social dedicate al raduno che, inizialmente, i promotori avevano intenzione di tenere a piazza del Popolo.

"Vedere una piazza di negazionisti sinceramente fa rabbrividire”, il commento del ministro della Salute, Roberto Speranza, a margine della giornata conclusiva della festa regionale della Cgil Basilicata, tenutasi a Potenza. "Le regole fondamentali - ha aggiunto - la mascherina e il distanziamento devono essere veramente rispettati da tutti. Il Paese - ha concluso - sia unito rispetto a questa sfida”. (DI MAIO: NEGAZIONISTI RISPETTINO LE VITTIME)

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Le polemiche

Sull'iniziativa si è infiammato lo scontro politico tra Dem e Movimento 5 Stella da una parte e centrodestra dall'altra. Strali contro l'iniziativa sono arrivati dal segretario del Pd e presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti: "È una follia allo stato puro che a Roma ci sia una manifestazione di negazionisti del virus. Il Covid non si nega, si combatte". Duro anche il senatore dem Bruno Astorre: "Una manifestazione incredibile in cui oltre a insultare i morti e i medici e infermieri che lottano contro il Covid hanno fischiato e insultato anche il presidente della Repubblica Mattarella".

Condanna unanime giunge pure dal campo pentastellato. In prima linea la sindaca di Roma Virginia Raggi: "Negare la diffusione del coronavirus è sfregio a migliaia di vittime e a chi ha lottato in prima linea negli ospedali", scrive su Twitter, mentre il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha affermato: "Rabbrividisco al pensiero che al governo di questa nazione poteva esserci chi va nelle piazze a dire che la mascherina non serve e va in giro a fare il negazionista. Noi abbiamo bisogno di massima responsabilità e prudenza in questo momento storico".

Di diverso avviso Giorgia Meloni, leader di FdI che accusa: "I negazionisti del virus stanno nel governo e sono tutti quelli che non hanno preso disposizioni in tempo. Le accuse di negazionismo non le accetto da nessuno e in particolare dalla sinistra perché ricordo che quando noi chiedevano di mettere in quarantena chi rientrava dalla Cina e un signore che si chiama Nicola Zingaretti, segretario del Pd, andava in giro a dire che l'unico virus era il razzismo e stava a Milano a prendere l'aperitivo", ha detto. E Salvini rincara: "Il ministro Di Maio, invece di delirare e parlare a vanvera di 'negazionismo' mancando di rispetto ai medici e a chi le persecuzioni le subì davvero, farebbe bene a rabbrividire per l'incapacità del suo governo".

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