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Whirlpool, Patuanelli: "A Napoli la produzione va avanti fino al 31 ottobre". VIDEO

Whirlpool: operai Napoli in presidio al Mise

4' di lettura

Il termine è stato indicato durante l'incontro tenutosi oggi al Mise tra azienda, Governo e sindacati. Il ministro ha confermato "il massimo impegno a trovare una soluzione definitiva per salvaguardare i lavoratori". Trecento operai in presidio davanti al Ministero

Whirlpool ha acconsentito a mantenere attiva la produzione dello stabilimento di Napoli fino al 31 ottobre, data nella quale se ne andrà via dal capoluogo campano. A darne annuncio ai sindacati è stato il ministro per lo Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, durante l'incontro che si è tenuto oggi pomeirggio al Mise. Al tavolo hanno preso parte anche i vertici della multinazionale, che inizialmente avevano fissato il termine della produzione di lavatrici nel sito di via Argine al 31 marzo. Una decisione giudicata "inaccettabile" dal ministro Patuanelli, che in seguito ha ribadito l'importanza di "proseguire il confronto all'interno di un quadro di responsabilità sociale da parte di Whirlpool" e ha confermato - si legge in una nota del Mise - "il massimo impegno del Governo a trovare una soluzione definitiva per supportare la continuità produttiva dello stabilimento e salvaguardare i lavoratori, anche attraverso gli strumenti già messi a disposizione e tutti gli altri che potranno essere individuati".

La situazione dello stabilimento

L'amministratore delegato di Whirlpool Italia, Luigi La Morgia, durante il vertice ha sottolineato che nel capoluogo campano "non c'è più sostenibilità economica della produzione di lavatrici. I dati di mercato sono emblematici: lo stabilimento di via Argine perde ogni anno 20 milioni", ha fatto sapere l'ad. Le difficoltà riguarderebbero comunque solamente la sede napoletana, dove Whirlpool ha affermato di essere stata consapevole dei problemi fin dal 2018 e ha rivendicato l'impegno assunto in questi mesi nel cercare di rilanciare la produzione.

17 milioni redistribuiti negli altri stabilimenti italiani

La Morgia ha inoltre dichiarato che i 17 milioni previsti per la fabbrica di Napoli saranno distribuiti negli altri stabilimenti del gruppo presenti in Italia, che in totale contano cinquemila dipendenti. L'amministratore non ha però fatto sapere dove sarà spostata la produzione delle lavatrici.

In cerca di un nuovo soggetto

Nel corso dell'incontro, il Mise ha affidato l'incarico a Invitalia di analizzare dettagliatamente i dati forniti da Whirlpool al fine di identificare soluzioni industriali che consentano di rilanciare l’attività del sito produttivo, e di cercare un nuovo soggetto - nazionale o internazionale - che possa subentrare al posto dell'azienda statunitense, in grado di fornire una proposta vincolante di insediamento accompagnata da un piano industriale solido e "credibile". In ogni caso, l'obiettivo del Gorverno è giungere a una soluzione definitiva entro luglio 2020.

La reazione dei sindacati

Mentre al Mise era ancora in corso di svolgimento il tavolo, giungevano già le prime, dure reazioni da parte dei sindacati, con la Fiom-Cgil Napoli che è andata all'attacco dellla multinazionale e delle Istituizioni: "Da questo momento si rompono le relazioni sindacali con l'azienda. Se il Governo non prende una posizione forte, la vicenda Whirlpool diventa una questione di ordine pubblico", scrive il segretario generale Rosario Rappa.
Più fiducioso, invece, Antonio Spera, segretario generale UGL Metalmeccanici, secondo il quale "la disponibilità di Whirlpool a continuare il percorso produttivo fino al 31 ottobre consentirà già da metà febbraio di proseguire il confronto per una soluzione. Abbiamo chiesto - sottolinea - al Governo di prendere una posizione che eviti la cessazione delle lavatrici a Napoli, perché non è accettabile che un'altro asset industriale del Mezzogiorno venga dismesso".

Il presidio degli operai davanti al Mise (ANSA)

Operai in presidio

All'esterno della sede del Ministero, dal primo pomeriggio, prima che l'incontro iniziasse, circa trecento operai si sono radunati per un presidio di protesta, in attesa di conoscere l'esito del tavolo. I manifestanti si sono presentati con indosso l'ormai celebre maglietta "Whirlpool Napoli non molla", urlando slogan a difesa del loro posto di lavoro ed esibendo lo striscione "Whirlpool Napoli". "Ci siamo messi in viaggio verso Roma a difesa del lavoro e del nostro futuro", ha spiegato Vincenza Accurso, uno dei lavoratori della fabbrica di via Argine.

Il commento

"Siamo come quei soldati nelle Termopili, che fianco a fianco difesero quel piccolo passaggio stretto mettendo in gioco tutti se stessi", ha aggiunto Accurso. "Perdere la difesa di questo passaggio per noi vuol dire far affermare la volontà di una multinazionale che, dopo essere passata su di noi, razzierà la nostra terra e impoverirà il nostro Paese. Sono otto mesi che resistiamo fianco a fianco e continueremo a farlo perché difendere è un dovere, ma lavorare è un diritto", ha concluso Accurso.

Data ultima modifica 29 gennaio 2020 ore 19:52

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