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Rifiuti, la nuova discarica di Roma sarà a Monte Carnevale

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La Regione disporrà tutte le attività necessarie per consentire, come richiesto da Roma Capitale, una serie lavori straordinari all'impianto Tmb di Rocca Cencia

La nuova discarica di Roma sarà a Monte Carnevale. Dopo aver detto no all'ipotesi Falcognana e Tragliatella, la scelta è caduta su una delle cosiddette 'aree bianche' indicate dalla città metropolitana. La Giunta Capitolina, si legge in una nota congiunta del Comune e della Regione Lazio, ha infatti deliberato che Roma Capitale indicherà come sito per lo smaltimento dei rifiuti nel territorio del Comune, ovvero la discarica di servizio per la città, l'area di Monte Carnevale, nel Municipio XI nella Valle Galeria. La Regione, inoltre, disporrà tutte le attività necessarie per consentire una serie lavori straordinari all'impianto Tmb di Rocca Cencia.

La nota congiunta

La Regione Lazio, vista l'individuazione sul territorio comunale dell'impianto e l'approvazione del provvedimento capitolino, "stralcerà anche dal Piano Rifiuti in via d'approvazione, come da accordo, l'indicazione del sub-ato per il Comune di Roma Capitale e disporrà tutte le attività necessarie per consentire, come richiesto da Roma Capitale, una serie lavori straordinari all'impianto Tmb di Rocca Cencia", si legge nella nota.

Le polemiche sulla scelta

La scelta dell'area ha suscitato diverse polemiche da parte del mondo politico romano. "Eccolo il regalo di Capodanno della Raggi - ha dichiarato il senatore della Lega, William De Vecchis, presidente pro tempore della commissione Lavoro a Palazzo Madama -. La scelta del nuovo sito è un mix di scelleratezza, incapacità e sprezzo dei cittadini che non ha paragoni".
Duro il commento di Maurizio Veloccia, ex presidente del Municipio XI ed esponente romano del Partito Democratico: "Scegliere per la nuova discarica di Roma, tra sette siti, quello di Monte Carnevale, a soli due chilometri da Malagrotta, è a dir poco sconcertante. Quando fu chiusa nel 2013 la discarica di Malagrotta, avevamo immaginato per questo territorio un futuro di riqualificazione, oggi invece questa scelta ci riporta indietro di sei anni e non credo sarà accettata tanto facilmente dai cittadini".
Voci contrarie emergono anche da esponenti del Movimento 5 Stelle. "Aspetto di leggere la delibera di Giunta - ha scritto su Facebook la consigliera capitolina del Movimento 5 Stelle, Simona Ficcardi -, che ancora non ho potuto vedere, prima di ammettere la sconfitta del M5s, tutto. Se è vero che è stato spostato lo sguardo su questo territorio quando mano nella mano andammo con Beppe Grillo a vedere il percolato che inquinava la valle, a gridare contro le ingiustizie, le morti e le malattie subite, mi fa vergognare".
Anche Marco Visconti, delegato all'Ambiente di Fratelli d'Italia nella Capitale, ha criticato la decisione: "Non ci siamo proprio. Si tratta dello stesso quadrante di Malagrotta, nel territorio dell'undicesimo municipio proprio al confine con il dodicesimo dove tra l'altro, la Regione aveva già avviato l'iter, prontamente opposto dal M5S in Campidoglio, per una discarica per lo stoccaggio dei rifiuti speciali contenenti amianto. Mi auguro che il sindaco e i suoi dimostrino quantomeno di parlarsi fra loro e di conoscere i quartieri che intendono sovraccaricare e naturalmente Fratelli d'Italia è pronta a fare opposizione a questa ulteriore scellerata ipotesi fin da subito".

Salvini: "No a nuove discariche sulla pelle dei cittadini"

"Che il 2020 porti ai romani nuove elezioni e un sindaco finalmente capace, no a nuove discariche sulla pelle dei cittadini", ha commentato il segretario della Lega, Matteo Salvini, intervenendo sulla vicenda.

Vignaroli: "Scelta inaccettabile, una presa in giro"

"La decisione di realizzare la nuova discarica di rifiuti urbani di Roma a due chilometri dalla discarica di Malagrotta è inaccettabile", ha affermato il presidente della Commissione parlamentare Ecomafie, Stefano Vignaroli. "È una scelta vergognosa nei confronti di un'area già devastata e mai adeguatamente bonificata", ha aggiunto, spiegando che "alla chiusura di Malagrotta non è seguito alcun intervento di risanamento ambientale. È una presa in giro nei confronti di chi per anni ha lottato tenacemente in difesa di un territorio devastato.

Data ultima modifica 31 dicembre 2019 ore 19:36

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