Roma, al via la manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil per il lavoro nella Pa

Lazio

La mobilitazione di oggi è incentrata sul rinnovo dei contratti pubblici e privati e alle assunzioni nella Pubblica amministrazione 

Cgil, Cisl e Uil scendono di nuovo in piazza a Roma per la seconda manifestazione nazionale prevista nella settimana di mobilitazione dedicata al lavoro. "Siamo di nuovo in piazza per dire che vanno rinnovati i contratti. Circa 13 milioni di lavoratori e lavoratrici aspettano il rinnovo, nel pubblico come nel privato", sottolinea la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, in piazza Santi Apostoli. La manifestazione odierna è incentrata sul rinnovo dei contratti pubblici e privati e alle assunzioni nella Pubblica amministrazione. "Il contratto è fondamentale nella vita del lavoratore. E lo Stato come datore di lavoro deve dare l'esempio: le risorse stanziate in manovra per i contratti pubblici non sono sufficienti", ribadisce Furlan, rimarcando che serve "rispetto per il lavoro". Furlan sottolinea inoltre che "ci sono 370 mila precari nella Pubblica amministrazione, in tutti i settori: assumiamoli!", dice.

Le parole di Annamaria Furlan

"La nostra mobilitazione non si ferma. Andremo avanti insieme con tutti gli strumenti a disposizione" fino ad ottenere risposte, prosegue Furlan parlando dal palco della manifestazione. "Ci vuole coraggio e determinazione. Cerchiamo di tenercela stretta questa unità. Vedo che il presidente Conte ha cambiato idea, sta riscoprendo il valore della concertazione. Bene - prosegue - dimostri con i fatti questo suo cambiamento di linea: metta le risorse per il rinnovo dei contratti pubblici. Questo sarebbe un buon modo per segnare la discontinuità del governo". La leader della Cisl torna anche a parlare delle tante crisi aziendali aperte, "non possiamo andare avanti in questo modo - dice -, noi abbiamo bisogno di un Paese che abbia una strategia industriale. C'è tanta rabbia in questo Paese. E' cambiato il governo ma non i bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori. Abbiamo bisogno del riconoscimento della dignità del lavoro". E, continua, "sapete perché abbiamo il lavoro povero? Anche perché abbiamo tanti sindacatini gialli che firmano contratti nettamente inferiori ai contratti confederali. La giustizia sociale si crea attraverso la contrattazione".

Le richieste dei sindacati

Ad Annamaria Furlan fa eco la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti. "Diamo dignità agli oltre 14 milioni di lavoratori pubblici e privati che attendono ormai da anni il rinnovo del contratto di lavoro. Rinnovare i Ccnl significa non solo riconoscere un diritto, ma anche valorizzare e mostrare rispetto per il loro operato. Per la crescita del Paese serve sciogliere due nodi: quello salariale e quello occupazionale". "Aumentare i salari, sconfiggere il lavoro povero, riconoscere i giusti diritti, valorizzare la partecipazione e il ruolo dei lavoratori - dice - sono i punti essenziali delle nostre richieste per il rinnovo dei contratti, richieste che non possono essere eluse". Inoltre, prosegue Scacchetti, "va sconfitto il dumping contrattuale, un sistema per pagare meno il lavoro e ridurre diritti e tutele". "Al Governo abbiamo chiesto - prosegue - di fare la sua parte: trovare le risorse utili per il rinnovo dei contratti pubblici; avviare una nuova fase di rilancio e valorizzazione delle pubbliche amministrazioni; affrontare una seria riforma fiscale che restituisca potere d'acquisto a lavoratori dipendenti e pensionati, in questa direzione va la nostra proposta di detassare gli aumenti contrattuali. Alle imprese diciamo che è ormai inaccettabile avere rinnovi contrattuali fermi da anni. Per tutti questi motivi siamo in piazza. Un lavoro di qualità - conclude Scacchetti - è la prima condizione di rilancio del Paese".

Carmelo Barbagallo: "Il Paese si sta sbriciolando"

"Siamo in piazza per la seconda 'puntata', per i contratti, per l'occupazione, contro il precariato, perché il Paese si sta sbriciolando": così il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, che ribadisce come le risorse stanziate in manovra per i contratti pubblici "non sono sufficienti: occorre ancora un miliardo". Barbagallo sottolinea quindi la necessità di rinnovare i contratti e anche di fare le assunzioni necessarie per assicurare i servizi indispensabili: "Mancano i medici negli ospedali - dice - e rivendichiamo il giusto adeguamento degli organici nella scuola. La Pubblica amministrazione deve essere un'eccellenza nel Paese e non fare economia sui lavoratori".  

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