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Roma, sciopero di due giorni delle lavoratrici delle mense scolastiche

I titoli delle 8 di Sky TG24 del 09/12

1' di lettura

La protesta è iniziata questa mattina con centinaia di donne che si sono date appuntamento in piazza del Campidoglio per chiedere “diritti, salari e occupazione" 

"Centinaia e centinaia di lavoratrici che operano nelle mense scolastiche sono da stamattina in protesta sulla scalinata di piazza del Campidoglio per la prima della due giorni di sciopero. Reclamano diritti, salari e occupazione", affermano in una nota i sindacati Filcams CGIL Roma Lazio e Fisascat Cisl Roma Lazio.

Le motivazioni dello sciopero

"Dal lontano 2017, si sono ripetuti scioperi, manifestazioni, presidi, diffide – affermano i sindacalisti - ma l'Amministrazione rimane sorda e non rispetta l'ultimo accordo firmato tra organizzazioni sindacali e assessorato alla Persona, alla Scuola e alla Comunità Solidale. Il bando esclude per un gravissimo errore tecnico e superficialità 330 lavoratrici delle scuole autogestite, altre 170 della Roma Multiservizi ad oggi senza formazione, lede i diritti sindacali (sciopero e assemblea), non tutela la piccola utenza a causa di un costo pasto 'ridicolo'", conclude la nota.

Fassina: “Raggi incontri le lavoratrici”

"Sono qui per dare solidarietà e sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori delle mense delle scuole comunali di Roma, costrette ancora una volta a mobilitarsi per tutelare dignità del lavoro e qualità del servizio contro un amministrazione sempre più debole e arroccata. Sono 3000 persone decisive per un servizio comunale essenziale. Sindaca incontri le rappresentanti di questa piazza",ha detto Stefano Fassina, consigliere capitolino di Sinistra per Roma. "La sindaca Raggi - ha aggiunto - continua a far finta che vada tutto bene, mentre il bando assegnato nelle settimane scorse, di fatto al massimo ribasso, peggiora le condizioni del lavoro, esclude le 330 cuoche delle mense autogestite, lascia in un limbo 170 cuoche di Roma Multiservizi e aggiudica i 15 lotti ad un prezzo a pasto inferiore a quello vigente. In sintesi, oltre alle condizioni del lavoro, peggiora la qualità del cibo. La sindaca deve revocare in autotutela le assegnazioni che, non ancora operative, comunque scadrebbero a Giugno-Luglio. Deve, inoltre, prorogare le attuali assegnazioni e finalizzare un bando per il triennio 2020-2022 che sia realmente incentrato sulla qualità", conclude Fassina.

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