Giovanni Salvi nominato dal Csm nuovo Pg della Cassazione

Lazio
Giovanni Salvi (ANSA)

Ha battuto il Pg di Napoli, Luigi Riello, e l'avvocato generale della Cassazione, Marcello Matera. Il magistrato rende il posto di Riccardo Fuzio. È stato eletto a maggioranza con 12 voti

Giovanni Salvi è stato nominato a maggioranza dal plenum del Csm procuratore generale della Cassazione. Salvi, attualmente procuratore generale di Roma, ha battuto il Pg di Napoli, Luigi Riello, e l'avvocato generale della Cassazione, Marcello Matera. Il magistrato prende il posto di Riccardo Fuzio, che a luglio si è dimesso in seguito alle indagini della procura di Perugia per rivelazione di segreto d'ufficio, a latere dell'inchiesta sul pm romano Luca Palamara (LE TAPPE DELLO SCANDALO DEL CSM). È considerato un "papa straniero" ed è la prima volta che il Csm non ha scelto una soluzione interna per il vertice della procura generale della Cassazione, ma Salvi non è del tutto estraneo all'ufficio che dovrà guidare. Infatti ha già ricoperto il ruolo di sostituto Pg per quattro anni dal 2007 al 2011.

La votazione

Salvi è passato a maggioranza: 12 i voti a favore contro i quattro andati a Riello e i tre ottenuti da Matera. Cinque le astensioni, tra cui quella consueta del vice presidente del Csm, David Ermini. A votare per Salvi è stata una maggioranza inedita: i togati di Area, il gruppo delle toghe progressiste in cui è confluita Magistratura democratica, senza sciogliersi, quelli di Autonomia e Indipendenza, la corrente di Davigo che a seguito dello scandalo ha più che raddoppiato la sua rappresentanza, da ultimo con l'elezione di Nino Di Matteo, e i laici del M5S. La seduta era presieduta dal capo dello Stato, che del Csm è il presidente e che a giugno, nel pieno della bufera che aveva investito Palazzo dei marescialli, aveva rivolto un duro monito ai consiglieri, parlando di un "quadro sconcertante e inaccettabile" emerso dall'inchiesta di Perugia e invocando anche una riforma interna per assicurare "regole puntuali e trasparenza" delle decisioni.

Le parole del presidente della Repubblica

Anche oggi, dopo aver espresso gli auguri di buon lavoro a Salvi e la certezza che il nuovo Pg "apporterà un alto contributo di professionalità e capacità organizzativa" e darà un "contributo prezioso al funzionamento efficace e trasparente del Csm", Sergio Mattarella ha rivolto ai consiglieri un richiamo: "Il Consiglio ha oggi più che mai la necessità di dover assicurare all'ordine giudiziario e alla Repubblica che le sue nomine siano guidate soltanto da indiscutibili criteri attinenti alle capacità professionali dei candidati". Un solo passaggio esplicito alle vicende di questa estate, quando, nel ricordare l'attività svolta da Fuzio nel ruolo di procuratore generale, Mattarella ha sottolineato anche "il senso delle istituzioni" manifestato con la sua scelta di lasciare l'incarico "in un momento particolarmente delicato e difficile per tutta la magistratura".

Chi è Giovanni Salvi

Nato a Lecce nel 1952, Giovanni Salvi è in magistratura da 40 anni. La sua esperienza di magistrato è fortemente legata alla Capitale. Arrivato alla procura di Roma nel 1984, ci è rimasto per 20 anni. Un arco di tempo in cui si è occupato di indagini delicate come quelle sulla strage di Ustica, gli omicidi di Mino Pecorelli e Roberto Calvi e di inchieste sui Nar e le Br. Un'esperienza che si è interrotta nel 2002, quando è stato eletto componente togato del Consiglio superiore della magistratura nella lista di Magistratura democratica. A Roma è poi tornato da procuratore generale nel 2015, nominato all'unanimità dal Csm.

L'esperienza a Catania

Prima di tornare a Roma, nel 2011 è stato nominato sul filo di lana procuratore di Catania. Da quell'ufficio ha coordinato numerose inchieste sul traffico dei migranti e sulla mafia. Indagini che, grazie anche alla collaborazione dei capi di Cosa Nostra catanese, hanno consentito di individuare i responsabili di delitti centrali per la ricostruzione delle vicende nazionali dell'organizzazione mafiosa, come l'omicidio di Luigi Ilardo. È stato anche vicepresidente dell'Associazione nazionale magistrati negli anni dello scontro tra le toghe e il governo Berlusconi. Durante la sua carriera, non sono state tante le sue esternazioni. L'ultima, in ordine di tempo, l'ha fatta per invocare rispetto per il lavoro della procura di Roma, dopo che la Cassazione ha fatto cadere l'accusa di associazione mafiosa per i condannati dell'inchiesta sul Mondo di mezzo.

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