Omicidio Luca Sacchi, la fidanzata: “La droga non c'entra niente”

Lazio

A dirlo è stata Anastasia Kylemnyk che nella sera di mercoledì si trovava con il giovane ucciso a Roma con un colpo di pistola alla testa. Per la morte del ragazzo sono stati fermati due 21enni 

"La droga? Non c'entra niente. Luca era lì per guardare il fratellino piccolo che si trovava nel pub", ha detto ai microfoni del Tg1 Anastasia Kylemnyk, la fidanzata di Luca Sacchi, il giovane ucciso a Roma durante una rapina. "Luca non ha mai incontrato gli spacciatori - ha aggiunto Anastasia - Non ho visto e sentito nulla. Ho sentito solo la voce di un ragazzo romano e giovane. Mi ha detto: 'Dammi sto zaino'. E Luca mi ha protetto come ha sempre fatto: l'ha messo a terra e forse per questo si sono spaventati". Per la morte di Luca sono stati fermati Valerio Del Grosso e Paolo Pirino (FOTO).

Il padre di Luca: “Voleva difendere la sua ragazza”

"Voleva difendere la sua ragazza e poi forse ha reagito anche perché non sopportava le ingiustizie. Era un pezzo di pane, buono e generoso. Luca era un ragazzo pacifico: nonostante fosse forte fisicamente non era il tipo da cercare guai. Anzi se ne teneva alla larga. E di sicuro non si aspettava che l'altro rapinatore tirasse fuori la pistola", ha invece detto Alfonso Sacchi, padre di Luca, intervistato da La Stampa. Ad Anastasia "hanno dato un colpo in testa con una spranga di ferro e le hanno strappato lo zainetto. Balordi assetati di violenza: lei aveva mollato lo zainetto, ma uno dei due le ha comunque dato una botta ed è a quel punto che Luca è intervenuto. Probabilmente vedendo che le avevano fatto male ha reagito – spiega il padre – Si volevano bene davvero, erano molto uniti. Stavano insieme da quasi cinque anni e lei se l'è visto morire davanti". Luca era al pub "per salutare il fratello, Federico, il mio figlio minore che ha 19 anni – prosegue l'uomo – Luca e Anastasia erano da poco usciti dal pub, mentre Federico era rimasto dentro. A un certo punto ha sentito un'esplosione. Mi ha raccontato che dal rumore si capiva chiaramente che era un colpo di pistola. Il proiettile, infatti, ha trapassato pure la vetrina del pub. Un po' più in alto dell'altezza uomo. Federico allora, insieme ad altri, è corso fuori e ha visto suo fratello in una pozza di sangue. Ma Luca chi me lo ridà indietro?".

Il legale della famiglia: “Luca non ha mai fatto uso di droga”

La famiglia di Luca ha voluto smentire le voci secondo cui il giovane potesse fare uso di droga. "Prima di donare gli organi, come è stato scelto dalla famiglia – spiega il legale Domenico Pavone – l'ospedale ha effettuato tutti gli accertamenti clinici e tossicologici, che hanno dato esito negativo e dunque si è proceduto all'espianto. Luca era un atleta, naturista e salutista – aggiunge il legale dando voce ai genitori del ragazzo – e non usava nulla che potesse danneggiare il suo equilibrio sia nell'animo che nel corpo". La famiglia, tramite il loro legale, ha precisato che Luca non conosceva i due ragazzi fermati né aveva mai avuto contatti con loro.  

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